Pillole di sgridate

Mio figlio va dalla psicologo.

Ho deciso io di farlo seguire ed inoltre è previsto dal programma che sta seguendo.

Ha un problema come tutti gli adolescenti, è svogliato, privo di qualsiasi interesse che non siano televisione e videogiochi.

Così siccome io sono una guerriera nata e mi da fastidio non riuscire a smuoverlo, ho chiesto l’aiuto da casa (in questo caso del famigerato psicologo)

Detto ciò come premessa, io ho passato davvero un brutto periodo per cause lavorative.

Non riuscivo più a fare nulla, ero in uno stato psicologico pietoso inutile dirlo non riuscivo a star dietro a tutto.

In quel periodo non sono riuscita neanche ad accompagnare mio figlio dallo psicologo, quindi per un certo periodo ha saltato le sue sedute.

Quando sono stata meglio, ho subito ripreso tutte le mie incombenze, tra cui ricominciare con il Dottore in questione.

La prima seduta con lui, è stato un incontro con noi genitori per fare il punto della situazione e darci gli aggiornamenti su come stava andando il percorso.

Tra un aggiornamento e l’altro, io sono stata rimproverata più volte, per aver abbandonato il percorso, nonostante avessi dato le mie valide motivazioni.

Molto rimproverata! Non perdeva occasione per ribadire il concetto, che il percorso era stato interrotto, che non si faceva così e bla, bla, bla.

Non voglio fare polemica e non mi interessa, sapevo benissimo come avrei dovuto comportarmi perchè so come funziona la psicologia ma stamattina mio figlio è stata tutta mattina attaccato ai videogiochi, quindi io cosa dovrei fare????

Pillole di grandi soddisfazioni – settimana dal 19 al 26 Aprile

Ho deciso di inaugurare una nuova rubrica sul mio blog, prendendo spunto da una radio che ascolto ogni mattina che chiede tramite un sondaggio agli ascoltatori, quello che vorrebbero salvare dalla settimana precedente.

Così cercherò di farlo anch’io, in maniera costante … .vedremo se ci riuscirò.

Comunque settimana scorsa, è successo uno strano episodio nella classe Seconda media di mio figlio.

Nella solita e divertentissima chat, ha iniziato a girare uno strano messaggio della mamma di un bambino un po’ turbolento (è giusto, la croce e condanna di tutti dalle elementari!!).

Denunciava i professori di maleducazione ed accusava l’insegnante di sostegno di mio figlio per aver perso le staffe.

Prima di giudicare, devo confessare che tra e me, mi sono detta ‘senti da che pulpito viene la predica’ ripromettendomi di indagare in seguito e di andare più a fondo.

Poco dopo, è arrivata una mail di una professoressa.

Questa mail era alquanto triste, a sua volta denunciava il forte rammarico di un’insegnante che non riusciva a svolgere il proprio lavoro in maniera decente, a causa di una classe indisciplinata e di alunni che non avevano ancora capito come comportarsi in maniera educata e civile, I toni erano amari, soprattutto nel constatare che molti genitori, difendono a prescindere, i propri figli e accusano usando termini inappropriati verso i professori e i compagni, senza prendersi la briga di capire come vanno le cose.

Per farla breve, ho scritto a questa prof. chiedendo personalmente se dovevo riprendere mio figlio per qualche comportamento scorretto.

Mi è tornata indietro una mail di elogi e complimenti per mio figlio.

Ha elogiato la sua generosità e la sua bontà d’animo ed ha affermato che è stato un onore e un piacere lavorare con lui a stretto contatto ed in presenza durante la DAD.

Ovviamente gongolavo, e ho goduto tutto il giorno come se Moccia abbia scritto ‘Tre metri sopra il cielo’ pensando solo a me!

….Io che cerco solo di guardare me stessa e non quello che fanno gli altri, io che cerco di concentrarmi su di lui, su quello che è, e su come rafforzarlo, io che me ne frego e vado avanti da sola con enormi sacrifici

Io che a volte penso che siamo una famiglia sfigata, senza grosse pretese e con una vita modesta, senza darci troppe arie e sempre forse un pochino indietro, questo episodio mi ha portato a fare un enorme balzo in avanti come aver sorpassato tutto e tutti, una piccola rivincita.

Per non dimenticarmelo, incornicerò quella mail e la appenderò come se fosse un riconoscimento al valore di un reduce di guerra…. giusto per non esagerare !

Beh, egocentrismo a parte, io salvo questo e voi?

Pillole di scrittura n. 13

Con un giorno di ritardo e con i miei migliori auguri di serenità per questo giorno di Pasquetta, concludo il nostro cammino nella scrittura e nell’introspezione.

Ora è giunto il tempo di riscrivere la storia della tua vita.

Riprendi quindi il titolo iniziale che avevi dato alla tua autobiografia e scrivi il finale.

Utilizza le tecniche che hai imparato con questo percorso: scrittura istintiva, creativa, cambio di punti di vista, voci dei personaggi che cambiano, profondità dei sensi: gusto disgusto, profumo, udito ecc…

Abbi fiducia: inventa la tua scrittura che cura, su misura per te, per raccontare nodi vecchi e nuovi, che solo tu puoi sapere come sciogliere.

La scrittura ti aiuta a metterli a fuoco e con le tecniche che hai imparato, potresti anche riuscire a vederli e ad analizzarli in maniera diversa, magari meno dolorosa.

Scrivi la storia della tua vita, oppure scrivi semplicemente una storia che ti viene in mente: lascia che la penna scorra e che il tuo cuore le corra dietro.

Scrivi la storia che hai in mente da anni, che non hai mai osato scrivere.

Probabilmente ti dicevi ‘non ne sono capace’ ‘non ci riesco’ ‘verrà male’ ‘sarà brutta’.

Oggi non farlo più: decidi che la la vita è tua, che l’autore sei tu, sempre e solo tu.

Dunque se ti va di scrivere, scrivi e basta.

E se vuoi io, sono sempre qua pronta a leggerti perchè ogni vita è speciale e vale la pena di essere raccontata

Pillole di scrittura n. 12

Ed eccoti qua all’ultimo dei sensi: IL TATTO.

Su una cosa sicuramente non avevo mai ragionato: senza udito si vive, senza gusto si vive, senza vista si vive ma senza pelle non si vive.

E la pelle è il nostro involucro esteriore che oltre a proteggerti, è anche veicolo di emozioni.

Mai come in questo periodo ne comprendiamo il senso (ma il libro non poteva sapere che saremmo arrivati a tanto!) che non possiamo abbracciare e toccare i nostri amici, i nostri vicini di casa ed essere anche solo spontanei nello stringere la mano ad una persona appena conosciuta.

Detto ciò, concentriamoci e proviamo a chiudere gli occhi e a pensare alle sensazioni che queste frasi suscitano in noi:

  • A pelle la mia vita è ….
  • Tocco i miei desideri con un dito
  • Accarezzo

Magari mi concentro alle sensazioni che mi da accarezzare i capelli di mio figlio, il pelo del mio gatto, sfiorare con un dito le labbra del mio amante ecc…

Pensiamo poi a quelle situazioni che mi sono salvato per un pelo, dove sono stato in bilico e dove ho dovuto ricostruirmi una nuova pelle.

  • Quella volta ho proprio toccato il fondo ..

La pelle in senso metaforico ed allargato, come veicolo di emozioni e di quello che passa esternamente con il tatto per arrivare dentro di noi.

Pensa poi al tuo passato e ad una persona che avresti voluto incontrare di nuovo nella tua vita e che invece hai perso di vista e prova a scrivere un racconto che abbia come titolo:

TENIAMOCI IN CONTATTO

Pillole di scrittura n. 11

Passiamo al senso del GUSTO.

Strettamente correlato all’olfatto, se ci pensiamo infatti difficilmente portiamo alla bocca cio’ che ci risulta sgradevole come odore.

Detto ciò, il gusto è strettamente legato al cibo e alle emozioni ad esso legate.

Siamo affezionati ad un particolare sapore, perchè oltre a piacerci magari ci ricorda qualcosa di bello.

Quel determinato cibo magari lo mettiamo in tavola quando dobbiamo festeggiare un avvenimento importante oppure ritorniamo volentieri in un ristorante dove abbiamo mangiato bene.

Il gusto, è legato anche al modo in cui ci sentiamo.

Quando siamo nervosi spesso ingoiamo cibo senza neanche sentirne il sapore.

Se siamo tristi, invece ci piace deliziare il nostro palato con cibi dolci come il cioccolato.

Insomma anche il gusto, fa parte di noi e ricorda quello che stiamo vivendo e come ci sentiamo.

Spesso infatti a volte, nella nostra vita cambiamo anche gusti ed apprezziamo magari in età più matura cibi che prima non apprezzavamo.

Rispondi poi alle solite tre domande:

  • Che sapore ha la mia vita?
  • Adesso mi gusto …
  • Ho l’acquolina in bocca

Il gusto può anche non essere riferito solo al cibo, proviamo a chiederci quali sentimenti ed emozioni ci evocano queste frasi:

Sono rimasto a bocca asciutta

Potevi avere il buon gusto di

Un tipo insipido …

e su questa scia emotiva, ricorda una situazione dolorosa, difficile, in cui hai perso le speranze, in cui ti sei sentito annullato impotente e senza forze.

Magari un lutto, una situazione amorosa fallita, la perdita di un lavoro ec…

Prova ad immaginare e descrivere il sapore amaro che avevi in bocca, negli occhi, nella pancia, poco appetito, nausea perenne, voglia di vomitare e scrivi una storia che abbia come titolo

Ho perso il gusto di vivere.

Trasformala poi la stessa storia in positivo, descrivendo poi come hai ripreso a sentire ed apprezzare i sapori

Pillole di scrittura 10

Continuiamo a entrare in profondità nel senso dell’olfatto.

Dopo aver ricordato i profumi più cari alla nostra vita, proviamo ora a pensare a tutti i profumi che sentiamo giorno

Ogni volta che incontri qualcuno uomo o donna che sia, ovunque ti capiti, nell’androne dell’ascensore, al bar, in ufficio, nella metro ci scontriamo con il suo odore.

Prova a chiudere gli occhi e cerca di ricordarne uno, che sensazione ti da? Piacevole o spiacevole? Hai avuto voglia di allontanarti o avvicinarti?

Hai un profumo impresso nella tua mente? Di una persona a te cara? Il suo profumo ti ricorda qualcosa?

Chiudi gli occhi e prova a descriverlo.

Se non ti viene in mente nulla, prova a concentrarti sul profumo del cibo. Prima di mangiare prova ad annusare il cibo prima di portarlo alla bocca. Descrivine le sensazione che ti da.

Puoi allenarti anche con un altro profumo che può solleticare la tua mente o la tua creatività come il profumo dell’amaro, della birra, del tuo vino preferito, del caffè.

Attenderei come al solito un tuo racconto, se ti fa piacere ….

Pillole di scrittura n. 9

Passiamo oggi all’olfatto

E’ inutile dire che ogni odore evoca un’emozione e che attraverso l’olfatto siamo in grado di evocare ricordi che credevamo sepolti nella nostra memoria.

Io se chiudo gli occhi e mi concentro, riesco ancora a sentire il profumo di mia nonna e non per niente per sentirmela ‘addosso’ ho comprato il profumo che usava lei e quando ho voglia di sentirla vicino mi basta spruzzarmene qualche goccia sui vestiti e mi sento meglio.

Ora iniziamo con gli esercizi e rispondi alle solite tre domande in maniera istintiva:

Che odore ha la mia vita?

Di cosa profumano i miei sogni?

A naso sento che ….

Poi scrivi lo stesso racconto utilizzando il senso della vista

Ora scrivi un altro racconto citando o avendo come tema una delle seguenti frasi:

Il mondo visto col naso: un cane racconta (qui qualcuno di ns conoscenza è già molto esperto!)

Sono rimasto con un palmo di naso

Non vede oltre la punta del naso

Infine scrivi altri due racconti che abbiano come tema:

Sento odore di bruciato o sento puzza di marcio.

Usa in questo caso l’olfatto come senso che ti permette anche di addentrarti dentro sensazioni ed emozioni nascoste.

L’olfatto come il senso che ti guida verso percezioni, anche negative

Ora volgi al positivo e scrivi un breve racconto con titolo:

cambiare aria

E ci fermiamo qui, dato che di carne sul fuoco mi sembra di averne messa abbastanza ….

Pillole di scrittura n. 8

Andiamo avanti ad esercitarci con il senso dell’udito.

Quanti rumori affollano la nostra giornata? Il rumore della sveglia, quella della caffettiera, quella del cane della vicina che abbaiai, quella del campanello, quella del clacson della macchina ecc..

Ora dopo esserci allenati ad entrare e percepire il silenzio con la lezione precedente impariamo ad ascoltare.

Proviamo a scrivere un racconto descrivendo ciò che abbiamo sentito, può essere un dialogo sentito al parco, la conversazione con un’amica, il dialogo tra due sconosciuti che abbiamo incontrato in treno o per strada ecc …

Descriviamo questo racconto così come lo abbiamo sentito.

Riscrivi poi, lo stesso racconto raccontato da un’altra persona che ha sentito lo stesso dialogo, se non c’era immaginiamola.

Utilizza quindi un’altra voce narrativa.

Infine riscrivilo una terza volta, utilizzando il punto di vista e la voce di una terza persona che alla fine esprime un giudizio finale e mette a tacere entrambi

Cito gli incipit dati dal libro come esempi per meglio chiarire questo concetto:

es. 1) ascolta quello che ti dice un amico e scrivilo (prima voce)

2) ìse stai a sentire quella’, scrivi lo stesso dialogo come se lo stesso sentendo anche un’altra persona (seconda voce)

3) Ascolta me, una terza persone interviene ed esprime il suo parere

Entriamo poi dentro di noi e proviamo a descrivere quello che ascoltiamo quando la nostra voce interna ci parla, quale frase ricorrente ci portiamo dietro dalla nostra infanzia es.”sento mio padre che mi dice, sento ancora la voce di mia madre che mi urla ….”

Es. Luca: Alla mia prima pagella in terza liceo, ricordo ancora mio padre che rivolto a mia mamma disse’ E’ bravo, in tutto, hai dei bei voti ma non eccelle in niente?. Ancora oggi quella frase è il mio incubo, aveva ragione lui? Ogni cosa che conquisto non mi sembra che valga abbastanza mi sento un mediocre e un potenziale fallito.

Ora prova a rispondere con la tua voce di oggi a quella frase, cercando di metterla a tacere:

Luca ” Sai papà, ho sempre pensato che alla fine il mediocre eri tu, con il tuo stipendio fisso e la tua vita ben strutturata.

Solo ora sono arrivato a capire che quello era il modo che avevi deciso tu, di utilizzare per spronarmi. Solo così pensavi di riuscire ad ottenere il meglio da me. Ed è un classico che i padri vogliono che i figli realizzino i propri sogni. Tu volevi che diventassi un’eccellenza, come non lo eri stato tu. Ora ne sono cosciente e cerco di fare quello che non hai fatto tu con me con mio figlio, cerco di spronarlo ma anche di aiutarlo a realizzare i propri sogni.

Prova a riscrivere il dialogo della tua voce interiore

Pillole di scrittura n. 7

L’UDITO

Quanti suoni sono entrati a far parte della nostra vita e riconosciamo in maniera automatica ? Il suono del nostro nome, il suono delle sirene.il suono delle campane ecc..

Ogni suono è in grado di ricondurci ad un’emozione, basti pensare anche solo al suono della musica …

Ora chiudi gli occhi e concentrati sul suono del tuo cuore e del tuo respiro ed entrando in connessione con te stesso, rispondi in maniera istintiva a queste tre domande:

QUAL E’ IL SUONO DEL MIO CUORE?

CHE RUMORE FA LA MIA VITA?

ASCOLTA E ANALIZZA LE TUE RISPOSTE CHE SENSAZIONI TI DANNO?

Ora, perchè oggi mi va cosi,’ come esempio scelgo me stessa e qui di seguito le mie risposte:

IL SUONO DEL MARE

E’ CARATTERIZZATA DAL RUMORE DELLA CONFUSIONE, A VOLTE GIOIOSA A VOLTE FASTIDIOSA. CERCO IL ‘RUMORE’ DEL SILENZIO

RICERCA DI PACE E TRANQUILLITA’

Scrivi un brano che contenga e sia caratterizzato da una di queste frasi (anche se non contenute esplicitamente:

APRI BENE LE ORECCHIE, DA QUESTO ORECCHIO NON CI SENTO, COSA MI TOCCA SENTIRE!, TI ASCOLTO.., HO BISOGNO DI SILENZIO

Ecco il mio brano:

Ero ragazzina, avrò avuto piò o meno dieci anni.
Ero tutto ,sommato serena e passare tutta l’estate in quel campeggio mi piaceva.
Mi piaceva girovagare tra le piazzole con la mia bicicletta, mi piaceva sbirciare i nuovi vicini di tenda e osservare cosa facevano e mi piaceva andare a vedere gli spettacoli dei ballerini Romagnoli alla sera, nella piazza del campeggio. Avevano dei costumi meravigliosi e io mi lasciavo incantare dalle ruote delle gonne delle ballerine.
Mi piaceva conoscere nuove persone ed ogni anno infatti oltre agli amici dei miei genitori, quelli di sempre, si aggiungevano i nuovi incontri e le nuove amicizie.
Lì trascorsi gli anni spensierati della mia adolescenza, ricordo come fosse ieri la prima cotta e il primo bacio dal sapore di Big Babol all’uva.
Quello però che ricordo con maggiore nostalgia, fu un pomeriggio particolare.
Non so perché ero sola, forse tutti i miei amici erano partiti?
Andai in spiaggia, il tempo probabilmente non era bellissimo perché c’era poca gente.
Io mi misi lì, seduta sulla sabbia con le gambe incrociate.
Mi misi li ad osservare, e ad ascoltare il mare e le ore trascorsero molto velocemente
Quali pensieri mi attraversarono la mente quel pomeriggio non lo ricordo bene, avevo tutta la vita davanti e probabilmente i miei erano soltanto sogni ad occhi aperti.
Per parecchio tempo rimasi lì immobile, a fissarlo. Una profonda sensazione di pace mi invase e il suo rumore mi cullò e placò tutte le mie inquietudini da adolescente.

Il suono delle onde, il fruscio del vento, il sapore del mare riuscirono a regalarmi un momento speciale che conservo ancora oggi in maniera così nitida, come fosse ieri nel mio cuore

Non ho ancora perso l’abitudine di ascoltare il mare ed ogni estate aspetto di rivivere la magia di quel pomeriggio di tanti anni fa …

Pillole di scrittura n. 6

Entriamo nel vivo della sensorialità visiva e ritorniamo dentro di noi e al nostro passato:

VEDO ME STESSO BAMBINO:

VEDO UN EPISODIO CHE MI HA FATTO MALE E MI FA MALE ANCORA OGGI

Es.Giorgio: “Mia madre è riserva sul tavolo della cucina. Ha la testa fra le mani, le hanno appena comunicato che non le rimane più tanto tempo da vivere”

Scrivi poi lo stesso episodio, dal punto di vista di un’altra persona (come fatto nell’esercizio di settimana scorsa).o semplicemente continuandolo, offrendo un’altra angolatura della stessa vicenda.

Es. Mia madre è riversa con la testa sul tavolo della cucina. Si avvicina a noi mio padre. Io ho un forte mail di pancia.

Lui mi mette una mano sulla spalla e mi dice: ‘Giorgio vorrai sempre fare il dottore da grande?’

‘Si, papà’

‘Bene, io allora ti aiuterò e sarò sempre al tuo fianco’

Ci abbraccia entrambi e così stretti io inizio a stare un pochino meglio.

Ci sono tanti modi di guardare la realtà in maniera diversa da come siamo abituati a farlo:

  • introduci un vocalo nuovo al tuo lessico, a quello che usi abitualmente per parlare e per scrivere
  • osserva attentamente la realtà che ti circonda e nota un particolare diverso ogni giorno, qualcosa che non ha mai catturato la tua attenzione ma che è sempre stato li, sotto ai tuoi occhi
  • osserva le persona che incontri ogni giorno, sull’autobus, al lavoro, al supermercato, per strada. Focalizza la tua attenzione su un loro particolare: che giornale stanno leggendo, come tengono in mano il telefonino, come portano gli occhiali, come tengono le mani? Ogni particolare può dirci qualcosa, alleniamo la nostra fantasia e cerchiamo di immaginarci la storia di quella persona
  • Apri e chiudi gli occhi per la durata di tre respiri. Nota il particolare che cattura la tua attenzione quando li riapri. Puoi fare questo giochino anche al ristorante, apri e richiudi gli occhi con il menu davanti a te. Scegli un piatto d’istinto, dopo aver riaperto gli occhi. Scegli quel piatto, mangialo ed assaporane il gusto e godi appieno della sensazione che quel piatto ti dona