Pillole di scrittura n. 7

L’UDITO

Quanti suoni sono entrati a far parte della nostra vita e riconosciamo in maniera automatica ? Il suono del nostro nome, il suono delle sirene.il suono delle campane ecc..

Ogni suono è in grado di ricondurci ad un’emozione, basti pensare anche solo al suono della musica …

Ora chiudi gli occhi e concentrati sul suono del tuo cuore e del tuo respiro ed entrando in connessione con te stesso, rispondi in maniera istintiva a queste tre domande:

QUAL E’ IL SUONO DEL MIO CUORE?

CHE RUMORE FA LA MIA VITA?

ASCOLTA E ANALIZZA LE TUE RISPOSTE CHE SENSAZIONI TI DANNO?

Ora, perchè oggi mi va cosi,’ come esempio scelgo me stessa e qui di seguito le mie risposte:

IL SUONO DEL MARE

E’ CARATTERIZZATA DAL RUMORE DELLA CONFUSIONE, A VOLTE GIOIOSA A VOLTE FASTIDIOSA. CERCO IL ‘RUMORE’ DEL SILENZIO

RICERCA DI PACE E TRANQUILLITA’

Scrivi un brano che contenga e sia caratterizzato da una di queste frasi (anche se non contenute esplicitamente:

APRI BENE LE ORECCHIE, DA QUESTO ORECCHIO NON CI SENTO, COSA MI TOCCA SENTIRE!, TI ASCOLTO.., HO BISOGNO DI SILENZIO

Ecco il mio brano:

Ero ragazzina, avrò avuto piò o meno dieci anni.
Ero tutto ,sommato serena e passare tutta l’estate in quel campeggio mi piaceva.
Mi piaceva girovagare tra le piazzole con la mia bicicletta, mi piaceva sbirciare i nuovi vicini di tenda e osservare cosa facevano e mi piaceva andare a vedere gli spettacoli dei ballerini Romagnoli alla sera, nella piazza del campeggio. Avevano dei costumi meravigliosi e io mi lasciavo incantare dalle ruote delle gonne delle ballerine.
Mi piaceva conoscere nuove persone ed ogni anno infatti oltre agli amici dei miei genitori, quelli di sempre, si aggiungevano i nuovi incontri e le nuove amicizie.
Lì trascorsi gli anni spensierati della mia adolescenza, ricordo come fosse ieri la prima cotta e il primo bacio dal sapore di Big Babol all’uva.
Quello però che ricordo con maggiore nostalgia, fu un pomeriggio particolare.
Non so perché ero sola, forse tutti i miei amici erano partiti?
Andai in spiaggia, il tempo probabilmente non era bellissimo perché c’era poca gente.
Io mi misi lì, seduta sulla sabbia con le gambe incrociate.
Mi misi li ad osservare, e ad ascoltare il mare e le ore trascorsero molto velocemente
Quali pensieri mi attraversarono la mente quel pomeriggio non lo ricordo bene, avevo tutta la vita davanti e probabilmente i miei erano soltanto sogni ad occhi aperti.
Per parecchio tempo rimasi lì immobile, a fissarlo. Una profonda sensazione di pace mi invase e il suo rumore mi cullò e placò tutte le mie inquietudini da adolescente.

Il suono delle onde, il fruscio del vento, il sapore del mare riuscirono a regalarmi un momento speciale che conservo ancora oggi in maniera così nitida, come fosse ieri nel mio cuore

Non ho ancora perso l’abitudine di ascoltarlo ed ogni estate aspetto di rivivere la magia di quel pomeriggio di tanti anni fa …

Pillole di scrittura n. 6

Entriamo nel vivo della sensorialità visiva e ritorniamo dentro di noi e al nostro passato:

VEDO ME STESSO BAMBINO:

VEDO UN EPISODIO CHE MI HA FATTO MALE E MI FA MALE ANCORA OGGI

Es.Giorgio: “Mia madre è riserva sul tavolo della cucina. Ha la testa fra le mani, le hanno appena comunicato che non le rimane più tanto tempo da vivere”

Scrivi poi lo stesso episodio, dal punto di vista di un’altra persona (come fatto nell’esercizio di settimana scorsa).o semplicemente continuandolo, offrendo un’altra angolatura della stessa vicenda.

Es. Mia madre è riversa con la testa sul tavolo della cucina. Si avvicina a noi mio padre. Io ho un forte mail di pancia.

Lui mi mette una mano sulla spalla e mi dice: ‘Giorgio vorrai sempre fare il dottore da grande?’

‘Si, papà’

‘Bene, io allora ti aiuterò e sarò sempre al tuo fianco’

Ci abbraccia entrambi e così stretti io inizio a stare un pochino meglio.

Ci sono tanti modi di guardare la realtà in maniera diversa da come siamo abituati a farlo:

  • introduci un vocalo nuovo al tuo lessico, a quello che usi abitualmente per parlare e per scrivere
  • osserva attentamente la realtà che ti circonda e nota un particolare diverso ogni giorno, qualcosa che non ha mai catturato la tua attenzione ma che è sempre stato li, sotto ai tuoi occhi
  • osserva le persona che incontri ogni giorno, sull’autobus, al lavoro, al supermercato, per strada. Focalizza la tua attenzione su un loro particolare: che giornale stanno leggendo, come tengono in mano il telefonino, come portano gli occhiali, come tengono le mani? Ogni particolare può dirci qualcosa, alleniamo la nostra fantasia e cerchiamo di immaginarci la storia di quella persona
  • Apri e chiudi gli occhi per la durata di tre respiri. Nota il particolare che cattura la tua attenzione quando li riapri. Puoi fare questo giochino anche al ristorante, apri e richiudi gli occhi con il menu davanti a te. Scegli un piatto d’istinto, dopo aver riaperto gli occhi. Scegli quel piatto, mangialo ed assaporane il gusto e godi appieno della sensazione che quel piatto ti dona

Pillole di scrittura n. 5

Per sviluppare la nostra biografia e per concentrarci su noi stessi dobbiamo lavorare sulla nostra percezione sensoriale.

I sensi forse nella vita da adulto sonnecchiano, immersi nella routine percettiva delle cose e la realtà a volte appare come un film noioso, ripetitivo e privo di vitalità

Oggi lavoreremo sul senso della vista , ed impareremo a vedere e percepire un’immagine senza catalogarla con la nostra conoscenza, come se la vedessimo per la prima volta

Alleniamoci a vedere con gli occhi di un bambino, che non ha limiti, schemi e la sua curiosità è infinita verso il mondo come ne è la sua percezione perchè senza esperienza.

Un bambino non è in grado di catalogare un albero tra le conifere e chiamarlo abete.

Lui lo vedrà semplicemente come un albero

L’essenziale è invisibile agli occhi – Il piccolo principe.

Scrivi un breve racconto che contenga una delle seguenti frasi:

Apri gli occhi

Mi guardi ma non mi vedi

Cosa mi tocca vedere

Non perdiamoci di vista

Vedo nel futuro

Racconta poi brevemente, un episodio recente che ha catturato la tua attenzione, descrivi l’immagine che hai visto (parlando esclusivamente solo di ciò che hai visto e non sentito o toccato, usa solo la VISTA)

Racconta poi lo stesso episodio dal punto di vista del protagonista o di una terza persona

Pillola di scrittura n. 4

Obbiettivo di questo capitolo è scrivere o tèssere la trama della storia della propria vita, usando un mix tra tecnica ed emozioni.

I personaggi da descrivere devono essere coerenti con il proprio carattere, cultura e storia.

Es., Se parlo di un uomo colto, laureato difficilmente il mio personaggio parlerà in modo volgare e grezzo

Il loro modo di parlare li deve caratterizzare, nel modo di esprimersi, nel dialogare, e anche nel riflettere in maniera introspettiva.

Es. Se parlo di un uomo colto, laureato, il suo linguaggio non potrà essere, grezzo e volgare

E tu in quale modo ti parli? Quale è il linguaggio che usi abitualmente? Da cosa si caratterizza?

Parli in maniera aggressiva, ironica, amichevole, ecc…

La storia è caratterizzata da intenzioni, relazioni e azioni.

Le relazioni tra i personaggi e le azioni portano al raggiungimento del traguardo finale

La relazione dinamica tra ciò che il protagonista desidera e ciò che vuole, crea il conflitto narrativo e è quello che porta ad incuriosire il lettore

Es. Elena sta organizzando le sue nozze con Roberto (relazione) Durante una festa conosce Carlo un’affascinate pittore (azione)

Ne è fortemente attratta e finisce per farci l’amore. Come finirà la storia? Finirà per sposarsi o per mollare tutto e scappare con Carl.

La volontà di Elena in questo caso (di sposare Roberto) è differente dal suo desiderio (relazione con Carlo)

Decidi poi il tempo narrativo utilizzare per raccontare la tua storia:

il passato evoca uno stile narrativo più classico

il presente evoca maggiore coinvolgimento con il protagonista.

Si possono ovviamente alternare anche tempi narrativi diversi e giocare con presente, passato e futuro

La distanza del tempo di narrazione stabilisce la distanza emotiva dei fatti narrati, e ti domando: quanto distacco hai delle cose che ti accadono? Ascolta come racconti le cose agli amici, rileggi le e-mail che scrivi …

Inizia a definire i tratti della tua storia: da chi è caratterizzata? Chi sono i i personaggi di contorno? Quali sono le tue intenzioni ?

Pillole di scrittura n. 3

Premessa, non sono un’insegnante di scrittura creativa purtroppo, anche se ho frequentato ben due corsi.

Il libro ora, analizza la struttura di un racconto e data la grandezza dell’argomento, dichiaro subito a scanso di equivoci la mia umiltà nell’apprendere queste nozioni e nel volervele semplicemente trasferire così come sono descritte nel libro

  • La storia ha inizio (definizione e luogo dove questa avviene)
  • Chiamata del protagonista (la sfida del protagonista, ciò che deve affrontare)
  • Incontro con la guida (con colui che lo aiuterà ad affrontare questa sfida)
  • Incontra con il guardiano della soglia: il protagonista incontra le proprie paure ed avversità
  • Il protagonista si tuffa dentro il problema e lo affronta
  • Il protagonista trova l’elemento chiave per risolvere la sua sfida
  • Il protagonista trionfa.

La storia nel nostro caso riguarda l’autobiografia, quindi la nostra vita.

Noi siamo i protagonisti e quindi il nostro schema potrebbe essere il seguente:

  • La nostra vita
  • Un cambiamento, (ciò che ci fa distogliere dalla nostra routine es. cambio lavoro, la nascita di un bambino, un lutto)
  • chi ci aiuta ad affrontare questo cambiamento? Es. Un’amica, uno psicologo ecc…
  • il guardiano della soglia sono le nostre paure: uscire dalla propria ‘comfort zone’, affrontare un cambiamento non è facile. Ciò che ci ostacola emotivamente è la resistenza. E’ indispensabile analizzare affrontare e capire cosa non ci permette di evolvere e superare il cambiamento. Sciogliere i nodi delle nostre avversità ci permette di superare la crisi
  • La chiave: qualcosa ci permette di cambiare, un’illuminazione, un episodio, un miracolo
  • Il trionfo: il superamento della crisi: siamo cambiati dopo il mutamento, siamo cresciuti

Ora allenati ad individuare i punti sopra elencanti in un romanzo, un racconto, un film a tuo piacimento.

Io ho scelto questo meraviglioso racconto: IL NUOTATORE – JOHN CHEEVER e vi mostro il mio esercizio (e se qualcuno non lo trova corretto mi piacerebbe che me lo segnalasse):

  • L’ambiente e il luogo è un paese di provincia degli Stati Uniti e il movente è la noia. Sembra che i cittadini di questo paese non facciano altro che bere soprattutto in una domenica pomeriggio qualunque di mezza estate
  • Protagonista: Neddy Merrill
  • La sfida di John: attraversare a nuoto il suo paese, partendo e tornando da casa sua. Il percorso chiamato ‘percorso di Lucinda’ gli servirà per trovarsi di nuovo faccia a faccia con i dispiaceri della sua vita
  • la guida in questo racconto è la sua forza di volontà e la sua mancanza di memoria
  • i guardiani della soglia sono tutti i suoi vicini di casa che lo mettono di fronte alla realtà e lo obbligano a porsi delle domande
  • il protagonista deve arrivare fino alla fine del percorso, quindi è obbligato ad affrontare tutto ciò che apprende dal vicinato sulla sua vita. Incontra parecchie avversità oggettive sul percorso come la strada trafficata da attraversare, le condizioni climatiche avverse ecc…
  • la chiave che lo aiuta è la testardaggine del protagonista che lo spinge ad arrivare fino in fondo al percorso
  • il protagonista trionfa perchè riesce a terminare il percorso e a tornare verso casa sua, anche se la trova abbandonata

Il filone che tiene in piedi la storia è la lenta scoperta della vera vita del protagonista. Lo si immagina all’inizio come un annoiato vecchietto di mezza età, con famiglia, sportivo che per noia si inventa un’avventura strampalata come attraversare il suo paese a nuoto tuffandosi in tutte le piscine dei suoi vicini di casa. Si scopre invece attraverso proprio le voci degli stessi vicini che incontra durante il percorso, che è un uomo fallito con una casa in vendita, con le figlie in difficoltà e senza soldi. Alla fine si scopre anche, essere senza una moglie. In tutto il racconto però, lui non sembra ricordarsi tutto questo

Pillole di scrittura n. 2

Eccoci qua, con il secondo appuntamento.

Si continua con il profilo personale e il libro procede con una parte introspettiva, dove si cerca con la scrittura di andare nel profondo.

La premessa che il libro fa, è che noi siamo artefici e responsabili della nostra vita.

Qualsiasi azione che compiamo, anche la più banale è frutto di una nostra scelta di direzione.

Anche il non far nulla o affidarsi a qualcun altro per le nostre decisioni, è sempre e solo una nostra scelta.

Detto ciò si prosegue con un esercizio.

Bisogna rispondere di getto alle seguenti domande:

  • Qual è il titolo della storia della tua vita?
  • C’è un sottotitolo?
  • Chi è l’autore?

Continua poi, dopo un esercizio di meditazione (e qui vi lascio liberi di sceglierne uno a vostro piacere) con un esercizio di scrittura vero e proprio. Scrivere un racconto dove al centro del racconto ci sia una di queste tre frasi:

  • Apriti cielo
  • intravedo un’apertura …
  • Oggi apro un nuovo capitolo

Siccome la cosa si complica, e non voglio annoiarvi ulteriormente, vi dimostrerò che ho fatto i compiti soltanto se mi verrà chiesto e a chi si metterà in gioco con me, altrimenti rimarrà tutto privato e mi limiterò

a pubblicare gli esercizi. A voi la penna o la tastiera, come preferite

Pillole di scrittura n. 1

Eccoci alla lesson number 1 (in inglese per alleggerire la suspance!):

Il primo è un’esempio preso dal libro:

VIOLA

IDENTITA’: Io.

QUAL’E’ LA TUA INDENTITA’: Bella.

COS’E LA TUA IDENTITA’: La mia vita

CARTA D’IDENTITA’: Sono Viola, figlia di Franco XXX. Sposata con due figli grandi e un nipote italo-messicano. Matteo, di 15 mesi. Faccio l’avvocato, sono separata di fatto. Ho subito nel recente passato una serie di lutti di vario tipo. Ma sono viva ed entusiasta

E questa la mia:

VALENTINA

IDENTITA’: Madre, impiegata, lavoratrice ma soprattutto Donna

QUAL’E’ LA TUA INDENTITA’: Semplicemente io, sempre coerente con me stessa come principio unico ed inviolabile da perseguire per tutta la vita.

COS’E’ LA TUA CARTA D’IDENTITA’: è qualcosa da coltivare e innaffiare continuamente con nuovi stimoli

CARTA D’IDENTITA’: Grande amante dei libri e della lettura, forse più introversa che estroversa (ma questo lo devo ancora capire), uso l’autoironia (o almeno ci provo) per stemperare la pesantezza del mio carattere (a volte sono un po’ troppo contorta, sempre alla ricerca delle risposte ai grandi dogmi della vita). Ho un debole per le persone intelligenti e con un certo spessore. Odio la superficialità e forse per questo sono spesso troppo pretenziosa. Mi interessano e incuriosiscono davvero tutte le persone, perchè credo che dietro ognuno di noi si nasconda qualcosa di speciale, e mi piace andare a scovarlo.

Ecco qua, se vuoi provare a condividere anche la tua, a me farà un immenso piacere se invece non vorrai farlo, potrai anche solamente condividere con me le tue emozioni o i tuoi pensieri in merito a questo nostro primo passo.

Giuro che non voglio venderti nulla (nessuna aspirapolvere in omaggio!) ma mi piace davvero l’idea di condividere questo esperimento con ognuno di voi, per conoscervi meglio e andare un po’ più in profondità

Pillole di scrittura

Chi ha incominciato a conoscermi, avrà capito che sono una persona curiosa, bisognosa di conoscere e sperimentare.

In questo periodo, ho deciso di occuparmi pienamente di me, come non ho mai fatto ed ho deciso di usare la scrittura come terapia della mia anima, vedi infatti il mio blog creato come diario personale (http:/animafragile,wordpress.com).

Ora voglio provare a seguire un libro che mi ha regalato un’amica ‘Curarsi con la scrittura’ e di fare gli esercizi che il libro mi propone qui on line con voi.

Questo mi permetterà innanzitutto di non impigrirmi, in secondo luogo di ‘studiare’ il libro e ottenerne la massima rendita e terzo, mi permetterà di conoscervi meglio.

Per chi ha voglia di mettersi in gioco con me e per chi avrà voglia di giocare con le parole, pubblicherò qui gli esercizi che farò ogni domenica e diventerà un’appuntamento fisso, che se avete voglia di condividere con me, potrebbe diventare anche divertente.

Aiuterà me, a mettere ordine e disciplina in questo mio viaggio verso la scrittura autobiografica e a voi, se ne avete voglia di mettervi in gioco

A breve pubblicherò il primo esercizio

Pillole di seghe mentali

Mio figlio non usa il cellullare e non interagisce on line.

Lo so che il primo pensiero potrebbe essere questo ‘Ma le mamme non sono proprio mai contente!’

oppure ‘ non dovresti essere contenta?’

Eh già io non lo sono, perchè lo vedo come al solito, fuori dal mondo e non in senso positivo ma fuori come se si volesse estraniare, come se gli altri non gli interessassero

Chi è genitore ora, potrà capirmi ma mi spiego meglio: i ragazzini ora non escono più, non si telefonano più (ricordo con nostalgia le telefonate kilometriche con la mia amica del cuore per la gioia della SIP), non si citofonano più. Si cercano solo tramite whatapp e giochi on line.

Li trascorrono le ore e combattono insieme contro mostri sconosciuti e contro tutte le forze del male che possano esistere (almeno credo).

Nel bene o nel male, questo è il loro modo di stare insieme ORA.

Mio figlio non è che si dedica a suonare uno strumento musicale, alla lettura o a qualsiasi altro interesse ma come tutti loro adora i videogiochi e ci trascorre dietro tutto il tempo che può, ma da solo.

Quindi tirando le somme: cosa dovrei fare?

Vorrei, l’ho già detto, che si aprisse verso il mondo e non che si chiudesse.

Vorrei che evitasse di fare i miei stessi errori.

Vorrei che imparasse a buttarsi e non ad essere sempre timoroso.

Vorrei che imparasse a chiedere invece che aspettare qualcosa che non arriva.

Pillole di piccoli pensieri

‘Mamma può mangiare qui T.?’

‘Si, certo’

‘Siiiiiiiii, evviva’

E l’ho reso felice, oggi il piccolo, ieri il grande, e pensavo….

Ma quanto mi mancherà renderli felici per così poco?

Davvero così poco, ci basterebbe imparare da loro, che sono così semplici e per questo in grado di godere delle piccole cose.

A loro, i bambini, basta passare un pomeriggio in compagnia dei loro amichetti e niente altro.

Non gli interessa uscire, non gli interessa che i negozi sono chiusi, non gli interessa sapere se siamo in zona gialla, rossa o arancione.

A loro basta poco …..

Cresceranno e non si accontenteranno più e io cerco di assaporare questi momenti