Pillole di paura

Cosa salvo questa settimana?

Salvo, l’essermi salvata da uno strano episodio atmosferico perchè diversamente non saprei come definirlo.

Vi racconto quel pomeriggio:

Uscita dall’ufficio alle 15.30 in punto, tra sguardi lanciafiamme e occhiate sputa fuoco.

Corro fuori perchè poi non è che corro per andare a far shopping ma perchè ho un’appuntamento con la mia terapeuta e per chi frequenta l’ambiente, sa bene che sono appuntamenti inderogabili soprattutto per il portafoglio.

Mi precipito sulla Pavese, nota strada trafficata dell’hinterland milanese.

Nel bel mezzo del cammin di nostra vira, cioè quasi a metà inizio a vedere volare foglie ovunque, la pioggia si fa insistente e davanti a me vedo acqua ovunque.

Inizio ad essere letteralmente colpita da massi non identificati che piombano sul tetto della mia macchina, facendo un tonfo a dir poco agghiacciante.

Non so cosa fare, non so cosa stia succedendo così decido di fermarmi ed accostare come hanno fatto gli altri automobilisti davanti a me.

Siamo tutti in fila sotto gli alberi, il che non mi sembra proprio una soluzione ottimale.

Così sto ferma in ascolto di queste meteore che colpiscono la mia macchina e prego anzi spero (ricordandomi di essere atea) che nulla mi colpisca e che nulla colpisca il vetro del mio parabrezza.

Sono attimi indecifrabili dove davvero temi il peggio.

Ho deciso di muovermi, lentamente ma stare ferma mi sembrava al momento ancora più pericoloso.

Sono ripartita e sono arrivata a destinazione.

Ricordo ancora di aver pensato che tutto mi era sembrato folle, perchè tutto ciò che non è definibile e controllabile è folle, anche se si tratta della natura indomabile.

Pillole di matrimonio

Questa settimana, la scorsa e anche la precedente, salvo il matrimonio di mio fratello.

Domani andrà all’altare o meglio davanti alla scrivania del sindaco e metterà la firma ufficiale.

Che dire? Sembra che mi stia sposando io, i preparativi fervono da più di una settimana.

Mi sono stressata a cercare l’abito perfetto, che devono ancora inventare o cucire.

Mi sono stressata a cercare gli incroci più plausibili tra borsa e scarpe, tra borsa e scialle, tra scarpe e foulard, tra borsa e copri-spalle. E anche qui il binomio perfetto lo devono ancora inventare

Mi sono stressata a cercare le scarpe perfette, del colore giusto, non troppo alte, che possa mettere ogni tanto mettere senza sentirmi costantemente come un trampoliere del circo, ma anche queste le devono ancora inventare.

Mi sono stressata ed ho stressato tutto il vicinato con questo evento, e tutto il vicinato si è stressato ad ascoltarmi e ad aprirmi le porte dei propri armadi ma anche qui, il vicinato con i gusti perfetti lo devono ancora inventare.

Così mi presenterò all’altare, (in senso lato, e ci tengo a precisarlo) così come sono.

Senza tanti fronzoli e semplice.

Volevo essere diversa, ma anche qui la formula magica per cambiare in poche settimane la devono ancora inventare.

Dopo tutto questo turbinio di pensieri e di ansia (ovviamente non mi abbandona mai) lo vogliano fare un pensiero positivo su questo evento?

Auguro ogni bene a mio fratello, gli auguro di sentirsi sempre amato e compreso ….ma anche in questo caso le parole perfette le devono ancora inventare, per esprimere e augurargli da parte mia ogni bene.

Penso se lo meriti davvero, questo è quanto

Pillole di ansia

Parto sempre positiva, come mi sono ripromessa e devo dire che rispecchia anche il mio stato d’animo ultimamente (i miracoli accadono, basta crederci!)

Detto ciò, di questa settimana salvo un invito inatteso.

Ci ho fatto una malattia entrare nelle grazie di quello persone, chissamai perchè ….era per me di vitale importante riuscire ad amalgamarmi nella loro vita. E lo volevo con tutta me stessa, lo chiedevo e quasi lo pretendevo… e forse dentro questa parola sta il succo del discorso.

Lo pretendevo e probabilmente si percepiva, lo richiedevo in maniera sbagliata e si percepiva.

Non fraintendetemi, non sono mai stata invadente ed arrogante, non è nelle mie corde e nella mia educazione (il mantra di mia madre era ‘non disturbare’)

Sono quelle piccole differenze secondo me, impercettibili che hanno fatto la differenza.

Il modo in cui lo chiedevo e come mi ponevo. Troppe aspettative

Ho smesso di chiedere e di volere dentro di me quella mano tesa a tutti i costi e proprio quando ho smesso, la mano si è allungata verso di noi ed è arrivato inaspettatamente addirittura un invito per trascorrere una giornata insieme.

La vita è strana, è fatta come una ruota che gira e gira e aggiungerei, quando è il suo momento… e quando deve girare.

Mi sono un po’ intortata con i rigiri delle parole ma spero che sia colto il segno.

Questa settimana, anche uno sguardo alle prossime due che arriveranno, dove io sarò chiamata al timone del mio ufficio, causa assenza per ferie della mia collega.

Spero di essere in grado, di riuscire a farcela e soprattutto di non entrare nel panico.

Spero che ce la farò e soprattutto che queste due settimane passino in fretta, perchè saranno le due settimane più lunghe della mia vita

Pillole di lutto

Di questa settimana salvo il lutto in famiglia.

Ebbene si, la dama nera è venuta ancora una volta a trovarci e devo dire che le sue visite negli ultimi anni ricorrono un pò troppo spesso.

Che dire? Io da scaramantica, stavolta non me lo sentivo e non ho neanche sognato i ‘denti’ segno di cattivo presagio.

Ogni volta mi scombussola e mi fa pensare…. sul mio credo ho già parlato settimana scorsa quindi questa volta vorrei prodigarmi a parlare del dolore.

Sentimento intimo e privato, perchè davvero ognuno ha il suo ed il suo modo di viverlo. ma forse io anche questa volta ho da imparare perchè sono convinta che da ogni lutto io debba trarne qualcosa di positivo.

Quando è morta la mia carissima nonna, ho iniziato a preoccuparmi di più di me stessa e a cercare di trasformare quell’immenso dolore in un profondo percorso su me stessa. Dovevo provare a stare meglio, glielo dovevo.

Quando è morta mia zia, ho messo in discussione tutta la mia vita. Nessuna conclusione, ma mi ho trovato perlomeno il coraggio di andare a fondo.

Ora che se ne è andato mio zio, osservo mio padre (era il suo adorato fratello) e mi rendo conto di quanto sia importante la famiglia, nel bene o nel male.

Nonostante i dissapori, le incomprensioni, solo il calore umano in questo caso fa bene.

Mio papà soffrirà come un cane, ma non lo fa vedere. La sua dura scorza è quello che gli hanno insegnato di mostrare.

E così è, fa quasi finta di niente.

Prosegue la sua vita e avere accanto i suoi cari è l’unica cosa credo che ora gli faccia smettere di pensare, perchè ieri mentre ero li, l’ho sentito che sussurrava a mia madre in cucina, in un momento in cui erano da soli:

‘ non riesco a rendermene conto e mi sembra ancora impossibile…’

Eccolo il suo dolore, forte e acuto, e noi non possiamo far altro che condividere

Pillole di religione

All’insegna del ‘cosa salvo questa settimana’ la devo dirla tutta ‘salvo le mie idee’.

Questa settimana, è stata all’insegna del centro estivo, qua da noi, piccolo paesino della ridente provincia milanese, c’è la gara ad accapparrarsi il posto per la propria prole presso il centro estivo dell’oratorio.

Questi posti fanno gola a tutti, perchè l’oratorio è costituito da un bellissimo spazio aperto con un campo da calcio in ‘sintetico’ (ammirate come ho imparato il gergo tecnico) dove la prole calcistica può sfogarsi.

Nonostante io sia atea, ce l’ho fatta e ne sono orgogliosa quasi come aver guadagnato già un posto in paradiso anche dopo la conversazione poco piacevole avvenuta con il nostro caro e buon Don.

Premessa: io aiuto sempre al bar dell’oratorio e mi offro sempre come volontaria per la comunità. Fa parte di me, non riesco a starmene con le mani in mano e direi che oltre a questo c’e’ qualcosa di più. Fa parte del mio credo, dell’aiutare il prossimo e del credere nel far del bene e di offrirsi per gli altri.

Detto ciò in uno di questi momenti, il Don ha pensato bene di prendermi in disparte e farmi le domande che tanto gli stavano a cuore.

Ha esordito, dicendo ‘Siete delle gran brave persone voi, ma non capisco come possiate pensare al battesimo per vs figlio, quando non venite mai a Messa’.

Mio figlio ha otto anni, abbiamo deciso di provare a fargli fare il precorso del catechismo e lui di sua iniziativa ha deciso di fare il battesimo rispondendo alla domanda del perchè lo volesse fare con le seguenti parole ‘voglio diventare amico di Gesu”. Mi si è stretto il cuore

Comunque ritornando a prima, ho risposto al ‘Don, mio figlio ha deciso di fare il battesimo e catechismo. Purtroppo io sono atea, ma non per questo, voglio impedirgli di intraprendere questo percorso. Io non ho le capacità di trasmettergli il credo cristiano, perchè non ne ho le competenze. Non ho fede, non mi è arrivata con gli anni (nonostante ci abbia anch’io provato in gioventù) e quindi delego a voi, la possibilità di aiutarlo a conoscere ed avvicinarsi a Dio e alla fede cristiana. Penso possiate farlo meglio di me …’

MI sono sentita coerente con le mie idee e sono stata sincera.

Credo lui lo abbia apprezzato, come apprezza il nostro partecipare a modo nostro alla vita all’interno della sua chiesa.

Credo che non mi chiederà più nulla, tranne di aiutarlo a gestire il centro estivo e qui sarò come sempre, pronta e disponibile

Pillole di soddisfazioni

Ho voglia di gridarlo al mondo, ma voglio godere appieno di questo momento.

Dopo 5 mesi di duro lavoro, fatica, angoscia, stress e depressione, ce l’ho fatta.

Sono emersa dal mio tunnel nero e sono riuscita a prendermi la mia piccola rivincita.

Sono arrivata e mi sono mostrata come sono, timida, insicura e purtroppo all’inizio anche incapace.

Non sono riuscita a gestire il panico, ma non ho mollato.

Sono sempre stata gentile ed ho mostrato le mie difficoltà senza nascondermi.

All’inizio non sono stata compresa e sono stata attaccata.

Sono stata ancora più male, ma non ho mollato. Ho comunque cercato lo stesso, di essere gentile, disponibile ed empatica.

Perché io le persone le ascolto e cerco di capirle, anche se a volte va a mio discapito.

Lo hanno capito, hanno avuto, e qui gliene do atto, la capacità e la voglia di darmi tempo.

Ed ora io sono sbocciata come un fiore, sono riuscita a farmi comprendere e capire ma soprattutto apprezzare per quella che sono, perché alla fine neanche io sono poi così stupida.

E’ stata dura, ma davvero il piccolo riconoscimento di ieri mi ha ripagato di tutto.

Non saranno certo sempre rose e fiori (sempre per stare in tema di piante) ma quello a cui più tengo ora lo vedono e cioè che io sono fatta così quindi prendere o lasciare.

Questo è quanto, per me compromessi, giochi di ruolo, opportunismi, manipolazioni, manovre sotto banco non esistono.

Tutto è così come è, alla luce del sole

Pillole di sgridate

Mio figlio va dalla psicologo.

Ho deciso io di farlo seguire ed inoltre è previsto dal programma che sta seguendo.

Ha un problema come tutti gli adolescenti, è svogliato, privo di qualsiasi interesse che non siano televisione e videogiochi.

Così siccome io sono una guerriera nata e mi da fastidio non riuscire a smuoverlo, ho chiesto l’aiuto da casa (in questo caso del famigerato psicologo)

Detto ciò come premessa, io ho passato davvero un brutto periodo per cause lavorative.

Non riuscivo più a fare nulla, ero in uno stato psicologico pietoso inutile dirlo non riuscivo a star dietro a tutto.

In quel periodo non sono riuscita neanche ad accompagnare mio figlio dallo psicologo, quindi per un certo periodo ha saltato le sue sedute.

Quando sono stata meglio, ho subito ripreso tutte le mie incombenze, tra cui ricominciare con il Dottore in questione.

La prima seduta con lui, è stato un incontro con noi genitori per fare il punto della situazione e darci gli aggiornamenti su come stava andando il percorso.

Tra un aggiornamento e l’altro, io sono stata rimproverata più volte, per aver abbandonato il percorso, nonostante avessi dato le mie valide motivazioni.

Molto rimproverata! Non perdeva occasione per ribadire il concetto, che il percorso era stato interrotto, che non si faceva così e bla, bla, bla.

Non voglio fare polemica e non mi interessa, sapevo benissimo come avrei dovuto comportarmi perchè so come funziona la psicologia ma stamattina mio figlio è stata tutta mattina attaccato ai videogiochi, quindi io cosa dovrei fare????

Pillole di grandi soddisfazioni – settimana dal 19 al 26 Aprile

Ho deciso di inaugurare una nuova rubrica sul mio blog, prendendo spunto da una radio che ascolto ogni mattina che chiede tramite un sondaggio agli ascoltatori, quello che vorrebbero salvare dalla settimana precedente.

Così cercherò di farlo anch’io, in maniera costante … .vedremo se ci riuscirò.

Comunque settimana scorsa, è successo uno strano episodio nella classe Seconda media di mio figlio.

Nella solita e divertentissima chat, ha iniziato a girare uno strano messaggio della mamma di un bambino un po’ turbolento (è giusto, la croce e condanna di tutti dalle elementari!!).

Denunciava i professori di maleducazione ed accusava l’insegnante di sostegno di mio figlio per aver perso le staffe.

Prima di giudicare, devo confessare che tra e me, mi sono detta ‘senti da che pulpito viene la predica’ ripromettendomi di indagare in seguito e di andare più a fondo.

Poco dopo, è arrivata una mail di una professoressa.

Questa mail era alquanto triste, a sua volta denunciava il forte rammarico di un’insegnante che non riusciva a svolgere il proprio lavoro in maniera decente, a causa di una classe indisciplinata e di alunni che non avevano ancora capito come comportarsi in maniera educata e civile, I toni erano amari, soprattutto nel constatare che molti genitori, difendono a prescindere, i propri figli e accusano usando termini inappropriati verso i professori e i compagni, senza prendersi la briga di capire come vanno le cose.

Per farla breve, ho scritto a questa prof. chiedendo personalmente se dovevo riprendere mio figlio per qualche comportamento scorretto.

Mi è tornata indietro una mail di elogi e complimenti per mio figlio.

Ha elogiato la sua generosità e la sua bontà d’animo ed ha affermato che è stato un onore e un piacere lavorare con lui a stretto contatto ed in presenza durante la DAD.

Ovviamente gongolavo, e ho goduto tutto il giorno come se Moccia abbia scritto ‘Tre metri sopra il cielo’ pensando solo a me!

….Io che cerco solo di guardare me stessa e non quello che fanno gli altri, io che cerco di concentrarmi su di lui, su quello che è, e su come rafforzarlo, io che me ne frego e vado avanti da sola con enormi sacrifici

Io che a volte penso che siamo una famiglia sfigata, senza grosse pretese e con una vita modesta, senza darci troppe arie e sempre forse un pochino indietro, questo episodio mi ha portato a fare un enorme balzo in avanti come aver sorpassato tutto e tutti, una piccola rivincita.

Per non dimenticarmelo, incornicerò quella mail e la appenderò come se fosse un riconoscimento al valore di un reduce di guerra…. giusto per non esagerare !

Beh, egocentrismo a parte, io salvo questo e voi?

Pillole di scrittura n. 13

Con un giorno di ritardo e con i miei migliori auguri di serenità per questo giorno di Pasquetta, concludo il nostro cammino nella scrittura e nell’introspezione.

Ora è giunto il tempo di riscrivere la storia della tua vita.

Riprendi quindi il titolo iniziale che avevi dato alla tua autobiografia e scrivi il finale.

Utilizza le tecniche che hai imparato con questo percorso: scrittura istintiva, creativa, cambio di punti di vista, voci dei personaggi che cambiano, profondità dei sensi: gusto disgusto, profumo, udito ecc…

Abbi fiducia: inventa la tua scrittura che cura, su misura per te, per raccontare nodi vecchi e nuovi, che solo tu puoi sapere come sciogliere.

La scrittura ti aiuta a metterli a fuoco e con le tecniche che hai imparato, potresti anche riuscire a vederli e ad analizzarli in maniera diversa, magari meno dolorosa.

Scrivi la storia della tua vita, oppure scrivi semplicemente una storia che ti viene in mente: lascia che la penna scorra e che il tuo cuore le corra dietro.

Scrivi la storia che hai in mente da anni, che non hai mai osato scrivere.

Probabilmente ti dicevi ‘non ne sono capace’ ‘non ci riesco’ ‘verrà male’ ‘sarà brutta’.

Oggi non farlo più: decidi che la la vita è tua, che l’autore sei tu, sempre e solo tu.

Dunque se ti va di scrivere, scrivi e basta.

E se vuoi io, sono sempre qua pronta a leggerti perchè ogni vita è speciale e vale la pena di essere raccontata

Pillole di scrittura n. 12

Ed eccoti qua all’ultimo dei sensi: IL TATTO.

Su una cosa sicuramente non avevo mai ragionato: senza udito si vive, senza gusto si vive, senza vista si vive ma senza pelle non si vive.

E la pelle è il nostro involucro esteriore che oltre a proteggerti, è anche veicolo di emozioni.

Mai come in questo periodo ne comprendiamo il senso (ma il libro non poteva sapere che saremmo arrivati a tanto!) che non possiamo abbracciare e toccare i nostri amici, i nostri vicini di casa ed essere anche solo spontanei nello stringere la mano ad una persona appena conosciuta.

Detto ciò, concentriamoci e proviamo a chiudere gli occhi e a pensare alle sensazioni che queste frasi suscitano in noi:

  • A pelle la mia vita è ….
  • Tocco i miei desideri con un dito
  • Accarezzo

Magari mi concentro alle sensazioni che mi da accarezzare i capelli di mio figlio, il pelo del mio gatto, sfiorare con un dito le labbra del mio amante ecc…

Pensiamo poi a quelle situazioni che mi sono salvato per un pelo, dove sono stato in bilico e dove ho dovuto ricostruirmi una nuova pelle.

  • Quella volta ho proprio toccato il fondo ..

La pelle in senso metaforico ed allargato, come veicolo di emozioni e di quello che passa esternamente con il tatto per arrivare dentro di noi.

Pensa poi al tuo passato e ad una persona che avresti voluto incontrare di nuovo nella tua vita e che invece hai perso di vista e prova a scrivere un racconto che abbia come titolo:

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