Pillole di scoperte

Ho scoperto che è diventato autunno, senza rendermene conto. Le foglie iniziano a cadere (che banalità) e il piumone è tornato sul mio letto.

Ho scoperto e continuo a scoprire che le persone sono strane, qui di seguito un elenco esplicativo:

Faccia a faccia con le persona, a volte non si sa cosa dire …. e come mai con whatapp non mancano mai le parole?

una vicina di casa che mi ha sempre cercata per consigli e varie ed eventuali, ha deciso che non le vado più a genio dall’oggi al domani

il prete si arrabbia e si arrabbia (e la tolleranza dove è finita?)

ogni tanto le persone sparisco ma sono come i frisbil, poi ritornano?

I libri continuano a farmi compagnia, meglio delle persone? O erano gli animali? Voto entrambi

Pensieri sparsi che continuano a farmi pensare che rimango un’assidua seguace della MIA MARTINI e trovo le parole qui sotto riportate, una verità assoluta

Sai la gente è strana, prima si odia e poi si ama

Sai la gente è matta, forse è troppo insoddisfatta

Sai, la gente è sola e come può lei si consola

Pillole di cambiamenti

Non fa parte di me, tergiversare, nascondere, ostentare. Io sono diretta, concreta e sincera.

Così non starò a girarci intorno, il cambiamento è avvenuto.

Io sono più serena, tranquilla e stranamente non ‘insoddisfatta’

L’insoddisfazione ha sempre caratterizzato la mia vita, ero insoddisfatta a turno e quasi a cicli ripetitivi: del lavoro, della mia vita affettiva, dei miei figli, delle amiche, della mia routine e potrei andare avanti all’infinito…

Ora una strana calma mi pervade, e non ho voglia di niente di diverso.

Non mi sento particolarmente inquieta, e non ho voglia quasi di fare niente, o meglio niente che non mi interessi e che non ne valga la pena.

Qualcosa dentro di me si è smosso, qualcosa di miracoloso è avvenuto o forse è il frutto di lunghi sacrifici, di tanto dolore di un lungo cammino.

E stranamente quest’anno per me sarà primavera, perchè tutto ha ripreso a rifiorire anche se fuori proprio oggi, è il primo giorno d’autunno.

Pillole di bilanci

Eccoci qui, a fare il riassunto della scorsa puntata o meglio dello scorso anno.

Per me l’anno finisce ora, le vacanze sono un momento transitorio e Settembre è un nuovo inizio pieno di progetti e nuove idee.

Incomincio dal bilancio? Anno estremamente duro, che mi ha messo in ginocchio soprattutto nei primi mesi.

Sono sprofondata in una profonda depressione (scusate il gioco di parole ma è tutto uno sprofondo!), ansia e paura di non farcela.

E’ andato tutto avanti, in maniera molto difficoltosa ma abbiamo proseguito ed ora posso dire di ritenermi soddisfatta per aver raggiunto un piccolo traguardo. Essere riuscita a farmi accettare per quella che sono, e seguirà il riuscire a farmi apprezzare per quello che valgo, ma su questo i lavori sono ancora in corso !

I miei figli, la mia famiglia stiamo tutti bene, tra una pandemia e l’altra, tra un tampone e l’altro ed questo è quello che conta, oggi più che mai.

Tra una corsa e l’altra, verso partite di calcio, lezioni private, scuola, Dad, smartworking, psicologi, dentisti, dottori e tanto altro, anche questa volta ce l’abbiamo fatta e ora possiamo pensare di esserci meritati il giusto riposo su quella sdraio, che è lì pronta ad aspettarci.

A Settembre vorrei fare come al solito mille cose (ed è già tanto se ne concluderò una):

  • un corso utile per il mio lavoro (tipo excel, si accettano volontari con spirito di sacrificio enorme, dato che io e le tabelle con i numeri non andiamo tanto d’accordo)
  • uno sport (solito proposito, potrei fare il copia e incolla ogni anno su questo punto) ma ho poco tempo e voglia anche se sono profondamente consapevole che dovrei …..parola di prigrona sedentaria
  • impegnarmi a buttar giù quattro righe, sogno nel mio cassetto da sempre ma sono ancora con alla fase del blocco dello scrittore o dell’ansia da pagina bianca
  • leggere in maniera più sana e costruttiva, magari dividendo le mie letture per autore o filone (ma su questo sono molto combattuta, è un piacere o un dovere?)

Inoltre, vorrei essere:

  • meno dispersiva
  • più conclusiva
  • più precisa

Si accettano utili consigli

Grazie e buona estate a tutti

Pillole di paura

Cosa salvo questa settimana?

Salvo, l’essermi salvata da uno strano episodio atmosferico perchè diversamente non saprei come definirlo.

Vi racconto quel pomeriggio:

Uscita dall’ufficio alle 15.30 in punto, tra sguardi lanciafiamme e occhiate sputa fuoco.

Corro fuori perchè poi non è che corro per andare a far shopping ma perchè ho un’appuntamento con la mia terapeuta e per chi frequenta l’ambiente, sa bene che sono appuntamenti inderogabili soprattutto per il portafoglio.

Mi precipito sulla Pavese, nota strada trafficata dell’hinterland milanese.

Nel bel mezzo del cammin di nostra vira, cioè quasi a metà inizio a vedere volare foglie ovunque, la pioggia si fa insistente e davanti a me vedo acqua ovunque.

Inizio ad essere letteralmente colpita da massi non identificati che piombano sul tetto della mia macchina, facendo un tonfo a dir poco agghiacciante.

Non so cosa fare, non so cosa stia succedendo così decido di fermarmi ed accostare come hanno fatto gli altri automobilisti davanti a me.

Siamo tutti in fila sotto gli alberi, il che non mi sembra proprio una soluzione ottimale.

Così sto ferma in ascolto di queste meteore che colpiscono la mia macchina e prego anzi spero (ricordandomi di essere atea) che nulla mi colpisca e che nulla colpisca il vetro del mio parabrezza.

Sono attimi indecifrabili dove davvero temi il peggio.

Ho deciso di muovermi, lentamente ma stare ferma mi sembrava al momento ancora più pericoloso.

Sono ripartita e sono arrivata a destinazione.

Ricordo ancora di aver pensato che tutto mi era sembrato folle, perchè tutto ciò che non è definibile e controllabile è folle, anche se si tratta della natura indomabile.

Pillole di matrimonio

Questa settimana, la scorsa e anche la precedente, salvo il matrimonio di mio fratello.

Domani andrà all’altare o meglio davanti alla scrivania del sindaco e metterà la firma ufficiale.

Che dire? Sembra che mi stia sposando io, i preparativi fervono da più di una settimana.

Mi sono stressata a cercare l’abito perfetto, che devono ancora inventare o cucire.

Mi sono stressata a cercare gli incroci più plausibili tra borsa e scarpe, tra borsa e scialle, tra scarpe e foulard, tra borsa e copri-spalle. E anche qui il binomio perfetto lo devono ancora inventare

Mi sono stressata a cercare le scarpe perfette, del colore giusto, non troppo alte, che possa mettere ogni tanto mettere senza sentirmi costantemente come un trampoliere del circo, ma anche queste le devono ancora inventare.

Mi sono stressata ed ho stressato tutto il vicinato con questo evento, e tutto il vicinato si è stressato ad ascoltarmi e ad aprirmi le porte dei propri armadi ma anche qui, il vicinato con i gusti perfetti lo devono ancora inventare.

Così mi presenterò all’altare, (in senso lato, e ci tengo a precisarlo) così come sono.

Senza tanti fronzoli e semplice.

Volevo essere diversa, ma anche qui la formula magica per cambiare in poche settimane la devono ancora inventare.

Dopo tutto questo turbinio di pensieri e di ansia (ovviamente non mi abbandona mai) lo vogliano fare un pensiero positivo su questo evento?

Auguro ogni bene a mio fratello, gli auguro di sentirsi sempre amato e compreso ….ma anche in questo caso le parole perfette le devono ancora inventare, per esprimere e augurargli da parte mia ogni bene.

Penso se lo meriti davvero, questo è quanto

Pillole di ansia

Parto sempre positiva, come mi sono ripromessa e devo dire che rispecchia anche il mio stato d’animo ultimamente (i miracoli accadono, basta crederci!)

Detto ciò, di questa settimana salvo un invito inatteso.

Ci ho fatto una malattia entrare nelle grazie di quello persone, chissamai perchè ….era per me di vitale importante riuscire ad amalgamarmi nella loro vita. E lo volevo con tutta me stessa, lo chiedevo e quasi lo pretendevo… e forse dentro questa parola sta il succo del discorso.

Lo pretendevo e probabilmente si percepiva, lo richiedevo in maniera sbagliata e si percepiva.

Non fraintendetemi, non sono mai stata invadente ed arrogante, non è nelle mie corde e nella mia educazione (il mantra di mia madre era ‘non disturbare’)

Sono quelle piccole differenze secondo me, impercettibili che hanno fatto la differenza.

Il modo in cui lo chiedevo e come mi ponevo. Troppe aspettative

Ho smesso di chiedere e di volere dentro di me quella mano tesa a tutti i costi e proprio quando ho smesso, la mano si è allungata verso di noi ed è arrivato inaspettatamente addirittura un invito per trascorrere una giornata insieme.

La vita è strana, è fatta come una ruota che gira e gira e aggiungerei, quando è il suo momento… e quando deve girare.

Mi sono un po’ intortata con i rigiri delle parole ma spero che sia colto il segno.

Questa settimana, anche uno sguardo alle prossime due che arriveranno, dove io sarò chiamata al timone del mio ufficio, causa assenza per ferie della mia collega.

Spero di essere in grado, di riuscire a farcela e soprattutto di non entrare nel panico.

Spero che ce la farò e soprattutto che queste due settimane passino in fretta, perchè saranno le due settimane più lunghe della mia vita

Pillole di lutto

Di questa settimana salvo il lutto in famiglia.

Ebbene si, la dama nera è venuta ancora una volta a trovarci e devo dire che le sue visite negli ultimi anni ricorrono un pò troppo spesso.

Che dire? Io da scaramantica, stavolta non me lo sentivo e non ho neanche sognato i ‘denti’ segno di cattivo presagio.

Ogni volta mi scombussola e mi fa pensare…. sul mio credo ho già parlato settimana scorsa quindi questa volta vorrei prodigarmi a parlare del dolore.

Sentimento intimo e privato, perchè davvero ognuno ha il suo ed il suo modo di viverlo. ma forse io anche questa volta ho da imparare perchè sono convinta che da ogni lutto io debba trarne qualcosa di positivo.

Quando è morta la mia carissima nonna, ho iniziato a preoccuparmi di più di me stessa e a cercare di trasformare quell’immenso dolore in un profondo percorso su me stessa. Dovevo provare a stare meglio, glielo dovevo.

Quando è morta mia zia, ho messo in discussione tutta la mia vita. Nessuna conclusione, ma mi ho trovato perlomeno il coraggio di andare a fondo.

Ora che se ne è andato mio zio, osservo mio padre (era il suo adorato fratello) e mi rendo conto di quanto sia importante la famiglia, nel bene o nel male.

Nonostante i dissapori, le incomprensioni, solo il calore umano in questo caso fa bene.

Mio papà soffrirà come un cane, ma non lo fa vedere. La sua dura scorza è quello che gli hanno insegnato di mostrare.

E così è, fa quasi finta di niente.

Prosegue la sua vita e avere accanto i suoi cari è l’unica cosa credo che ora gli faccia smettere di pensare, perchè ieri mentre ero li, l’ho sentito che sussurrava a mia madre in cucina, in un momento in cui erano da soli:

‘ non riesco a rendermene conto e mi sembra ancora impossibile…’

Eccolo il suo dolore, forte e acuto, e noi non possiamo far altro che condividere

Pillole di religione

All’insegna del ‘cosa salvo questa settimana’ la devo dirla tutta ‘salvo le mie idee’.

Questa settimana, è stata all’insegna del centro estivo, qua da noi, piccolo paesino della ridente provincia milanese, c’è la gara ad accapparrarsi il posto per la propria prole presso il centro estivo dell’oratorio.

Questi posti fanno gola a tutti, perchè l’oratorio è costituito da un bellissimo spazio aperto con un campo da calcio in ‘sintetico’ (ammirate come ho imparato il gergo tecnico) dove la prole calcistica può sfogarsi.

Nonostante io sia atea, ce l’ho fatta e ne sono orgogliosa quasi come aver guadagnato già un posto in paradiso anche dopo la conversazione poco piacevole avvenuta con il nostro caro e buon Don.

Premessa: io aiuto sempre al bar dell’oratorio e mi offro sempre come volontaria per la comunità. Fa parte di me, non riesco a starmene con le mani in mano e direi che oltre a questo c’e’ qualcosa di più. Fa parte del mio credo, dell’aiutare il prossimo e del credere nel far del bene e di offrirsi per gli altri.

Detto ciò in uno di questi momenti, il Don ha pensato bene di prendermi in disparte e farmi le domande che tanto gli stavano a cuore.

Ha esordito, dicendo ‘Siete delle gran brave persone voi, ma non capisco come possiate pensare al battesimo per vs figlio, quando non venite mai a Messa’.

Mio figlio ha otto anni, abbiamo deciso di provare a fargli fare il precorso del catechismo e lui di sua iniziativa ha deciso di fare il battesimo rispondendo alla domanda del perchè lo volesse fare con le seguenti parole ‘voglio diventare amico di Gesu”. Mi si è stretto il cuore

Comunque ritornando a prima, ho risposto al ‘Don, mio figlio ha deciso di fare il battesimo e catechismo. Purtroppo io sono atea, ma non per questo, voglio impedirgli di intraprendere questo percorso. Io non ho le capacità di trasmettergli il credo cristiano, perchè non ne ho le competenze. Non ho fede, non mi è arrivata con gli anni (nonostante ci abbia anch’io provato in gioventù) e quindi delego a voi, la possibilità di aiutarlo a conoscere ed avvicinarsi a Dio e alla fede cristiana. Penso possiate farlo meglio di me …’

MI sono sentita coerente con le mie idee e sono stata sincera.

Credo lui lo abbia apprezzato, come apprezza il nostro partecipare a modo nostro alla vita all’interno della sua chiesa.

Credo che non mi chiederà più nulla, tranne di aiutarlo a gestire il centro estivo e qui sarò come sempre, pronta e disponibile

Pillole di soddisfazioni

Ho voglia di gridarlo al mondo, ma voglio godere appieno di questo momento.

Dopo 5 mesi di duro lavoro, fatica, angoscia, stress e depressione, ce l’ho fatta.

Sono emersa dal mio tunnel nero e sono riuscita a prendermi la mia piccola rivincita.

Sono arrivata e mi sono mostrata come sono, timida, insicura e purtroppo all’inizio anche incapace.

Non sono riuscita a gestire il panico, ma non ho mollato.

Sono sempre stata gentile ed ho mostrato le mie difficoltà senza nascondermi.

All’inizio non sono stata compresa e sono stata attaccata.

Sono stata ancora più male, ma non ho mollato. Ho comunque cercato lo stesso, di essere gentile, disponibile ed empatica.

Perché io le persone le ascolto e cerco di capirle, anche se a volte va a mio discapito.

Lo hanno capito, hanno avuto, e qui gliene do atto, la capacità e la voglia di darmi tempo.

Ed ora io sono sbocciata come un fiore, sono riuscita a farmi comprendere e capire ma soprattutto apprezzare per quella che sono, perché alla fine neanche io sono poi così stupida.

E’ stata dura, ma davvero il piccolo riconoscimento di ieri mi ha ripagato di tutto.

Non saranno certo sempre rose e fiori (sempre per stare in tema di piante) ma quello a cui più tengo ora lo vedono e cioè che io sono fatta così quindi prendere o lasciare.

Questo è quanto, per me compromessi, giochi di ruolo, opportunismi, manipolazioni, manovre sotto banco non esistono.

Tutto è così come è, alla luce del sole

Pillole di sgridate

Mio figlio va dalla psicologo.

Ho deciso io di farlo seguire ed inoltre è previsto dal programma che sta seguendo.

Ha un problema come tutti gli adolescenti, è svogliato, privo di qualsiasi interesse che non siano televisione e videogiochi.

Così siccome io sono una guerriera nata e mi da fastidio non riuscire a smuoverlo, ho chiesto l’aiuto da casa (in questo caso del famigerato psicologo)

Detto ciò come premessa, io ho passato davvero un brutto periodo per cause lavorative.

Non riuscivo più a fare nulla, ero in uno stato psicologico pietoso inutile dirlo non riuscivo a star dietro a tutto.

In quel periodo non sono riuscita neanche ad accompagnare mio figlio dallo psicologo, quindi per un certo periodo ha saltato le sue sedute.

Quando sono stata meglio, ho subito ripreso tutte le mie incombenze, tra cui ricominciare con il Dottore in questione.

La prima seduta con lui, è stato un incontro con noi genitori per fare il punto della situazione e darci gli aggiornamenti su come stava andando il percorso.

Tra un aggiornamento e l’altro, io sono stata rimproverata più volte, per aver abbandonato il percorso, nonostante avessi dato le mie valide motivazioni.

Molto rimproverata! Non perdeva occasione per ribadire il concetto, che il percorso era stato interrotto, che non si faceva così e bla, bla, bla.

Non voglio fare polemica e non mi interessa, sapevo benissimo come avrei dovuto comportarmi perchè so come funziona la psicologia ma stamattina mio figlio è stata tutta mattina attaccato ai videogiochi, quindi io cosa dovrei fare????