Pillole di pensieri d’estate

Stavo meditando gente se cambiare nome al mio blog che non rende dovuto onore al titolo e tema di cui parlo pochissimo. Non saprei e si accettano consigli.

Onorando comunque il caso posso rendervi partecipe della mia settimana di vacanza trascorsa a Cesenatico, con i ragazzi dell’oratorio.

E’ stata una settimana fantastica, fatta di cose semplici, come mare sole e giochi di una volta che sono sempre più convinta che dovrebbero tornare, come bandierina, corse in acqua, gioco della sedia, indovinelli e cose così..

Sembrava magico vedere questi ragazzoni anche quindicenni divertirsi con questi giochi e dimenticarsi del loro migliore amico: il cellullare, perché tanto non potevano avercelo fino a sera …

Sono assolutamente certa che si stava meglio una volta quado ci si doveva annoiare anche sotto l’ombrellone o si era costretti a fare amicizia con il vicino di sdraio.

Ci diciamo sempre le solite cose, ma alla fine quando ti tocca in prima persona, ti ricordi di quanto ci hanno rovinati e quanto sarà sempre peggio, ed è molto, molto triste.

Detto ciò la settimana è passata ed io me ne sono tornata a casa con i miei problemi, oltre all’odioso caldo che prima non c’era e ora c’é, pronto ad attanagliarti nella sua morsa soffocante (ma anche per questo non abbiamo purtroppo voce in capitolo).

I miei problemi soliti giusto per ricordarvelo, sono:

il mio adolescente problematico fuori dal gruppo

il mio lavoro sempre più alienante

e tante decisioni, sempre le solite ancora da prendere.

Mi è venuto in mente però il suggerimento di una mia amica di blog che in tempo di bilanci (io ho anticipato quest’anno, ma di solito per me è SETTEMBRE, senza ombra di dubbio il mese prescelto) suggerisce di porsi e focalizzare gli obiettivi futuri racchiudendoli in tre parole.

Tre parole che ci siano di sfida, auto motivazionali e utili da rileggere nelle fasi critiche per ricordarci cosa ci eravamo ripromessi.

Io scelgo le seguenti:

esprimermi – in tutte le forme che mi si addicono e non nascondermi più quindi significa per me espormi in maniera più concreta

essere più decisa – non tentennare e nel mio caso significa anche non perdermi e cercare di essere meno multitasking e più concreta, concentrandomi magari su una cosa per volta (chiassami che mi venga meglio…la speranza è sempre l’ultima a morire!)

leggerezza – pensare meno ed agire di più. Mi rendo conto a volte di essere davvero pesante, soprattutto nella mia testa e credo di aver bisogno di distrarmi molto di più.

E mi fermo qui, perché oltre a poterne scegliere solo tre, gli altri sono sempre gli stessi che mi dimentico a metà strada e che mi ripropongo immancabilmente ogni anno e quindi sono stufa di sentirmeli riecheggiare dentro.

Che ne dite, potrebbe essere un buon inizio?

E i vostri? Sono curiosa …

Pillole di raccogliemento

Un amico se ne è andato ieri, 50 anni di vita e mi chiedo se non sia crudele e inconcepibile.

Mi rendo conto anche di scrivere quaggiù sempre e solo per lamentarmi ma me ne sbatto, perché ho deciso che non me ne frega più niente di nulla e faccio sempre di più quello che mi sento.

Mille riflessioni in questo momento sull’ingiustizia di quello che è successo, sul dolore che si prova in questi momenti, sulle frasi comuni e banali che si dicono, sui convenevoli e i luoghi comuni ma io che ci sono appena passata di una cosa sono certa è l’ASSENZA quella che fa più male.

Possiamo pensare e ripensarci ma quello che rimane è il dolore come una ferita e la mancanza della presenza.

Tutto questa è davvero la cosa più pesante da digerire e mandar giù. Non toccare più quella persona, non sentore più la sua voce e non averla più intorno.

Tutto il resto non conta ed il vuoto, il non poter fare più far nulla ti annienta.

Da un giorno all’altro la vita cambia e rimane solo la negazione, la mancanza.

Non so perchè il mio strano cervello fa un collegamento che non c’entra nulla forse come forma di difesa o semplicemente di stupidità ma mi vengono in mente le diete.

E’ più facile andare da un dietologo, farsi dire cosa non devi mangiare, comprarsi cibi assurdi, seguire alla lettera un regime alimentare insomma fare qualcosa che semplicemente non mangiare.

Trovo più difficile in assoluto privarsi del cibo e basta.

Privarsi è una negazione, è uno stare fermo ed immobile, non poter far nulla con i morsi della fame.

E così è la morte, privarsi di una persona cara, che ti viene portata via e di cui ti viene negata per il futuro la sua presenza.

Scusate vaneggio, ma devo ancora elaborare

Pillole del libro ‘Succede sempre qualcosa di meraviglioso’ di Gianluca Gotto

Questo libro,mi è entrato dentro, con la descrizione dei suoi paesaggi e mi ha fatto innamorare del popolo Vietnamita pronto sempre a rialzarsi, fiero ed orgoglioso.

Le sue pillole zen mi hanno smosso qualcosa dentro e quando mi succede così lo colgo come un segno del destino, quale sarà non lo so ancora ma voglio metterle giù per non dimenticarle:

“L’uomo occidentale ha posto la sua mente su un piedistallo, dimenticanosi che siamo anche altro. Siamo anche un corpo e un’anima. Siamo molto di più dei nostri pensieri. Questa malattia del troppo pensare un tempo era rara, …. l’ingrediente fondamentale per una buona vita è l’equilibrio… el Buddhismo cìò un concetto meraviglioso: la Via del Mezzo. Chi la segue non cade mai negli eccessi, perchè negli eccessi si cela la sofferenza. Il punto è questo: pensare è importante. La mente è importante, è uno stumento straordinario. Ma non è tutto. Se ti richiudi nella tua mente e ti dimentichi di vivere qui fuori, nel presente, inizi a soffrire…

Non dovremmo mai opporre resistenza al flusso della Vita, quando tutti i segnali ti dicono che non è la strada giusta, allora non è la strada giusta….

Ci vuole impegno, ma soprattutto tanto coaggio. Volgere la propria attenzione alla parte più profonda e nascosta della nostra persona è un atto eroico, specialmente in un mondo così pieno di distrazioni come quello in cui viviamo. E’ molto più facile concentrarsi su ciù che c’è fuori , trovare all’esterno sia la causa della propria sofferenza, sia l’illusione di una soluzione.

La vera ricchezza appartiene a chi sa essere felice con poco. Perchè se ti bsta poco per sorridere, sorriderai sempre; anche nelle situazioni peggiori. Se invece la tua felicità è complessa ed esclusiva, sarai felice solo in rarissime occasioni—chi riconosce il proprio valore non ha bisogno che qualcuno glielo dica o che tutti lo risconoscano. Lo sa e basta. Chi invece pretende il riconosscimento altrui è perennemente preoccupato. Sotto, sotto è insicuro. Tu hai un valore netto e indiscutibile. puoi fare la differenza nel corso della tua vita, in infiniti modi. L’ego è la rovina dell’uomo. L’ego ti fa credere che tu debba essere sempre preoccupato, di non avere e essere mai abbastanza. Qualunque cosa tu faccia …

Sai qual è il modo più immediato per essere felici? Smettere di essere infelici. TI dicono fin da bambino che sarai felice quandoavrai qualcosa che non hai. Ti fanno venire voglia di cercare sempre un ‘più’. E’ il paradosso

è che per inseguire il più, la maggior parte delle persone vive meno.. Se solo la gente si concrentrasse sul meno… meno paure, meno rabbia, meno sofferenza. Ecco quello di cui ognuno di noi ha bisogno,. Non qualcosa in più, ma quancosa in meno. Concentrati su ciò che ti fa star bene ed elimina ciò che ti fa star male

Il dolore è inevitabile, la sofferenza è una scelta. I Vietnamiti che tanto hanno sofferto, hanno scelto di non soffrire più. Tra l’odio e l’amore, hanno scelto l’amore. Che poi vuol dire in primis amare se stessi: quando metti da parte l’orgoglio e l’ego, non diventi più debole ma più forte. Tutti sanno odiare e lamentarsi per quello che hanno subito. Pochi sanno andare avanti

Uno dei concetti base del Buddhismo è che tutto è in continuo mutamento. Tutto cambia sempre, Nulla resta mai uguale a se stesso,Questa è la vita un fiume. Ora tu puoi avere due atteggiamenti nei suoi confronti. Essere una roccia, ovvero conficcarti nel suo letto e opporti allo scorrere dell’cqua che implica sforzo, sofferenza, tensione e stressoppure scegliere di assecondare qurl flusso infinito e scorrere insieme all’acqua. Questo non vuol dire farsi trasportare dagli eventi della vita, senza oopori alcuna resistenza. Accettare solo che tutto cambia e vivere con leggerezza percè la vita è piena di incertezze ’Non temere, nulla è sotto controllo’

Fai qualcosa di nuovo ogni giorno, vai in posti dove non sei mai stato! Mettiti alla prova in tanti contesti diversi , perchè solo così capirai qual è quello giusto per te , che cosa ti rende felice e cosa sei capace di fare.

Solo così troverai il tuo IKIGAI.

E siccome mi voglio portare avanti, per l’anno prossimo auguro a tutti i miei cari compresi i miei amici di blog. di trovare il proprio IKIGAI ma lo auguro spt a me stessa, perchè penso di meritarmelo finalmente,

Pillole di bellezza

‘ Nel libro di Carrera mi colpisce la teoria elaborata dallo psicoanalista Pierre Cazenave, che si definiva un ‘canceroso’. Dice “Quando mi è stato comunicato che avevo il cancro, ho capito che lo avevo sempre avuto. Era la mia identità … esistono persone per le quali il cancro non è un accidente ma l’espressione di una infelicità persistente’

‘La classe quando c’è Daria è più felice e più sorridente, Quando ci sei tu pensiamo meglio e con più fantasia e bravura. Tu apri la nostra immaginazione’

‘Per me sei luce nei momenti di buio, sei la luna nella notte, sei la mia stella polare. Al di là di tutto e di tutti ci siamo io e te. To be continued …

“Dentro un abbraccio” ha scritto Charles Bukowski “puoi fare di tutto: sorridere, e piangere, rinascere e morire. Oppure fermarti a tremarci dentro, come fosse l’ultimo”

Questo libro ‘Come d’aria’ di Ada d’Adamo sarà uno dei pochi libri che rileggerò quando sarò vecchia e che comprerò per tenerlo sempre con me.

E’ un libro che racconta una storia triste con l’epilogo che tutti già conosciamo e che ha fatto così tanto parlare.

Quel Premio Strega mai ritirato dall’autrice.

Questo libro mi ha fatto capire quanto può essere immenso l’amore di una mamma.

Incondizionato e senza limiti, infinito. Quanto può essere “forte” la forza di una donna che deve combattere.

Io l’ho invidiata questa donna, perché non so dove l’abbia tratta quella forza, quale sia stata la sua fonte.

Io continuo a cercarla, invano

Un libro di cui ho apprezzato anche la schiettezza, e le non retoriche. Niente compassione e vittimismo, solo la realtà così come le si è presentata, con tutti i suoi ostacoli, compresi quelli pratici che nella vita di una persona disabile di certo non mancano.

Scriverei per ore di questo libro ma voglio solo consigliarlo con tutto il cuore, perché è un dono come l’ha definito una giornalista che ha avuto il privilegio di intervistare la scrittrice.

‘C’è ANCORA DOMANI’ – un film che ho visto domenica, dopo aver finito di leggere il libro citato sopra

Film stupendo, di cui tutti hanno parlato e di cui anche qui non starò a raccontare la trama che tutti già conoscono.

Dico solo che mi sono immersa nella storia di Delia, nei magici anni in cui tutto era proibito e forse per questo più apprezzato.

MI sono immersa in quegli anni, dove tutto era difficile e allo stesso tempo anche più semplice.

Mi sono innamorata del legno di quella casa, e del profumo di quel mercato, che quasi riuscivo a percepire attraverso lo schermo.

Mi sono innamorata di quelle donne così oppresse e così ubbidienti.

MI sono innamorata di quegli anni che avrei voluto ‘aver vissuto’.

Domenica mi sono inebriata di bellezza, che quando c’è arriva, perché quando è così palpabile ed evidente diventa oggettiva e non più soggettiva.

Si può quasi toccare, ti entra dentro e ti riempie.

Ti affascina, ti inebria e ti dà anche la forza di andare avanti perché è forse proprio la ricerca di quella magia, il senso stesso della vita?

Pillole di …. e voi cosa fareste?

Ci giro e rigiro su, senza concludere nulla.

Possiamo leggere tutte le massime che vogliamo, ispirarci ai migliori esempi che conosciamo, essere il più ottimisti possibili (e qui è davvero dura) ma alla fine la realtà non cambia.

Mi trovo a dovermi reinventare una professione a 50 anni, una nuova vita lavorativa e credetemi non è facile.

Se rinasco un’altra volta giuro che studio di più, questa è un’assoluta certezza.

Farei la famosa università che non ho fatto e non ditemi che sono in tempo per farla ora perchè mi serve qualcosa per sopravvivere nell’immediato e non ho tempo, né soldi da investire in questo momento.

Passo alla terza età, tanto poi non manca molto.

Inoltre, non ho mai avuta chiara la mia strada prima figuriamoci poi ora…

Sono arrivata solo a semplici conclusioni:

  • non so fare nulla di particolare, nessuna velleità e nessuna particolare bravura
  • non sono specializzata in niente
  • probabilmente non sono portata per una vita da ufficio ma è solo quello che ho fatto per quasi 30 anni.

E quindi da dove ricominciare?

Davvero non è facile, ho solo e semplicemente voglia di cambiare, di voltare pagina e prospettive.

Ho solo me stessa da donare al mondo del lavoro e tra le poche qualità che mi sono rimaste ci sono quelle di saper ascoltare e di cercare di capire gli altri. Sono anche troppo emotiva, ma questo non rientra nei pregi, lavorativamente parlando

Occorre ora, dal mio punto di vista solo avere pelo sullo stomaco e sgomitare.

Vita mia, morte tua.

Scusate sono un pò cinica ma è questo che ho visto maggiormente negli ultimi anni e io sono solo una piccola impiegatuccia che nessuno vuole più.

Pillole di libro

Tempo fa ho partecipato ad un evento letterario.

Si svolgeva nella Milano bene ed io ero agitatissima, perchè era la prima volta.

Sono partita ed arivata con largo anticipo.

Appena arrivata mi sono diretta al piano indicato dell’elegante dimora, tanto nell’invito era stato indicato di presentarsi prima….

Ho suonato e messo la testa dentro, mi è stato detto di attendere giù, non erano ancora pronti, dovevano allestire la sala.

Sempre con la mia ansia (che mi gioca sempre brutti scherzi e non mi abbandona mai) sono scesa e mi sono messa su una panchina lì vicino buona e paziente. Mi facevo quasi pena da sola,

Ho atteso 15 minuti fino a quado ad un certo punto ho visto arrivare due persone, Suonavano al mio stesso citofono così timidamente mi sono avvicinata e gli ho detto

‘ Buongiorno, se siete per l’evento non sono pronti, non potete salire…’

‘Signora ci lasci passare, siamo noi l’evento’

Non l’avevo riconosciuta, era l’autrice con la sua manager.

Volevo morire…. ma ho pensato solo ad una cosa, questa sono io, impulsiva, impacciata e buffa.

Se il destino vorrà, magari mi conoscerà anche, così per quella che sono….ho pensato.

Ma non c’è stato modo perchè ovviamente durante l’evento me ne sono ben guardata dal mettermi in mostra!

Comunque ecco due righe per omaggiarla e che mi sembrano alquanto significative (non ci guadagno niente, lo giuro):

“L’unico premio che ti concedi è incontrare l’intelligenza degli altri nei libri. Ovviamente tutti autori morti e sepolti, Spesso dimenticati. Hai paura di leggere i tuoi contemporanei, hai paura che ti raccontino un mondo a cui non appartieni, Un mondo veloce che non si ferma a pensare.

I libri che leggi e rileggi sono l’archivio di ciò che resta, Li accumuli dentro di te, a fondo perso.

Non leggi per essere migliore, per sentirti parte di qualcosa, per condividere un sentimento o approfondire un pensiero. Leggi per perderti, “

Ovviamente a voi l’indovinello, chi sarà la misteriosa scrittrice?

Pillole di dolore

La vita mi mette nuovamente in ginocchio, a dura prova e se davvero avevo pensato altre volte di aver toccato il fondo, questo giro il destino ha deciso davvero di giocarmi un brutto tiro.

Ho perso mio papà ad agosto in 14 giorni esatti, stava bene, era un uomo in forma, che lavorava ancora perché il lavoro era la sua passione, Era un uomo vecchio stampo, che non riusciva a stare con le mani in mano, che non stava mai fermo

Si macinava chilometri e chilometri da solo con la macchina per raggiungere la sua terra che ha fatto in tempo, per qualche giorno a salutare per l’ultima volta.

Cosa rimane? Il suo ricordo, un certificato di morte e tante cose che erano sue.

Tutto nell’aria ed ora che sto piano piano iniziando anche a parlarne, una nuova password del pc che ho cambiato ad hoc (almeno onoro il suo nome)

Tutto molto triste e doloroso, ancora non riesco a rendermene conto e me la prendo ancora di più con quel mondo esterno che già da prima non mi capiva e che ancora continua a deludermi.

La mia rabbia incrotrollata la sfogo dentro di me e fuori contro tutto e tutti.

In più si aggiunge la mia situazione lavorativa ed affettiva alla deriva

DIrei quindi di aver toccato il fondo e di pensare di esserci in pieno come se fossi sprofondata dentro a sabbie mobili fangose e mollicce, da dove non si riesce a risalire.

Non voglio dimenticare l’ironia ovviamente e mi consolo pensando di stare espiando qualche colpa al posto di qualcun altro o di pagare la colpa per qualche reato commesso in un’altra vita.

Ma cosa devo aver fatto di così grosso,per cadermi tutto addosso così?

Sarebbe paragonabile almeno ad un omicidio plurimo (uno sarebbe davvero troppo poco, fidatevi dopo tutto quello che ho passato) o una strage di massa, quelle violente dove muoiono anche bambini.

Lo vedete sono diventata cattiva anche nell’immaginazione, ma l’unica consolazione è che non ho davvero fatto male a nessuno.

Se fossi credente darei un significato a tutto ciò o perlomeno lo troverei, ma oggi ho anche provato ad andare a Messa ma nulla ha avuto senso lo stesso.

Passerà e sempre per dirla da ipotetica cristiana, probabilmente mi sto semplicemente guadagnando un posto in paradiso.

Pillole di piccole riflessioni

Non mi sembra carino non esprimere neanche un piccolo pensiero a quello che Milano ha vissuto l’altra notte, alle ore quattro per la precisione.

E’ stata definito qualcosa simile ad un’apocalisse e davvero sono stati attimi di panico ed io mentre ero lì incollata alla finestra, mi veniva soltanto in mente la frase che mi disse tempo fa un amico ‘se dovessi finire di vivere oggi, io mi sentirei soddisfatto di come ho vissuto fino ad ora e di tutte le esperienze che ho fatto…’ ed io invece io dove sono arrivata? E cosa vorrei fare se sapessi di essere vicina alla fine del mondo?

Greta Thunberg non me ne voglia, il cambiamento climatico è importante e direi che ce ne stiamo rendendo conto sulla nostra pelle, ma la mia vita è ancora più importante e quindi?

Come vivere al meglio????

Poi, che non c’entra nulla con il pensierino precedente (ma è solo per non annoiarvi) ho ricevuto l’ennesima incul….. da parte di un’amica.

Dura, pesante e dolorosa ma anche qui mi domando; quando smetterò mai di rimanerci male? E’ tutta colpa mia, solo colpa mia (come direbbe Alfredo, quello del Blasco) ma perchè devo sbatterci sempre la testa? E perchè devo crederci soltanto e sempre solo io? Mi sto per caso, guadagnando un posto in Paradiso, senza saperlo?

Pensierino numero tre (qualora li aveste contati): le cose importanti nella vita rimangono sempre e solo per tutti la salute e la famiglia e queste sono sacrosante verità e te ne accorgi soprattutto quando qualcosa traballa in questi fragili equilibri, perchè spesso dai tutto per scontato ma non è poi affatto così.

Parola di scout (non è vero, non lo sono mai stata, ma mi sarebbe piaciuto … quando gli alberi non cadevano …)

Pillole di aggiornamenti

Ed è arrivata un’altra volta, l’estate, quella che si aspetta tutto l’anno.

Quella che con il caldo, ti fa venire voglia di aria aperta, di aperitivi e di serate all’aperto.

Quella delle vacanze

Io anche questa volta vado in contrapposizione ed ho voglia d’inverno, anzi mi sento l’inverno dentro.

Combatto e lotto come al solito e mi sforzo ma quello che non riesco a capire e mai lo capirò, come fanno ad essere così facili alcune cose per le altre persone e per me invece è sempre tutto così difficile e complicato?

Non riesco a trovare una quadra e giro e mi rigiro sempre sugli stessi problemi da anni, che quasi mi da addirittura fastidio anche la mia voce interiore, insistente, monotona e pesante che mi ripete sempre le stesse cose.

Ho imparato però a non lagnarmi più (non si vede??😂😂) e così eccoci alle belle novità per tirarmi su il morale:

  • mio figlio è stato preso in una squadra di calcio seria e forte (ha fatto dei provini che anche quelli di serie A si sognano) e li ha superati a pieni voti. Mamma talmente orgogliosa e felice, quasi come se fosse arrivata prima al Premio Strega!)
  • figlio grande è stato promosso, grande risultato anche questo (il mio guerriero ha superato senza esami a settembre, la prima liceo) e continua ad andare avanti a testa alta
  • io ho perso qualche etto, anche se continua la mia dura lotta tra pigrizia e dovere/obbligo verso lo sport
  • ho preso delle decisioni importanti e le sto portando a termine, con immenso dolore ma tengo botta (più o meno)

Questo è quanto, mi aspetta un settembre con successivo inverno parecchio impegnativo, quindi ripensandoci meglio, forse è meglio che io mi goda l’estate …

Pillole di ragguagli

Non so neanche se esita questa parola, ma la cito perchè ridere fa sempre bene e i Fichi d’India ci facevano ridere sicuramente.

Comunque mentre l’umanità si esprime a favore o meno sul destino del povero orso (e indovinate io da che parte sto, dato che sono soprannominata dai miei figli ‘mamma orso’…) la mia testa viaggia ad una velocità supersonica.

I miei pensieri sono sempre più sconfusionati, come sempre e come me.

Primo fra tutti come cambiare il mondo o meglio il mio mondo, cioè come fare tanti soldi senza fare fatica.

Continuo ad arrovelarmi su questo tema e cerco di gareggiare con miliardi di altre persone che la pensano come me: ottenere un’ottimo risultato con il minimo sforzo.

E qua vi voglio, amici miei, io lo sforzo lo metterei anche ma purtroppo alla mia veneranda età (anche se sono solo a metà dell’opera) non mi viene data la possibilità di fare nessuno sforzo: corsi gratuiti solo per giovani o disoccupati, tirocini ovviamente solo per giovani, ASSUNZIONI solo per giovani e servizio di aiuto al collocamento solo per giovani, progetti della regione solo per giovani o disoccupati e potrei andare avanti così all’infinito e oltre. Nessuna possibilità, nessuna presa in cosiderazione. Il mio percorso professionale si è arenato ed io con lui, questo è quanto. E aggiungerei anche, che a furia di prendere porte chiuse in faccia, il mio naso è diventato come quello di un pugile, ultrapiatto.

Poi, a cosa passiamo? Il mio figliol prodigo si è affacciato alla tanto temuta ‘adolescenza’ cio’ significa musica a palla in qualsiasi momento della giornata e in qualsiasi angolo della casa (fa niente se abitata anche da altri essere umani), la scuola è passata in secondo piano (ma forse non è mai stata al primo) e il telefono con video stupidi anzi stupissimi sono la sua seconda mente pensante. Ora attendiamo l’ormone e le ragazze, che arriveranno per lui nella fase sucessiva.

La mia palestra prosegue ma sono sempre combattuta sul prendere a pagamento l’omino muscoloso che mi spiega come far nascere i miei muscoli (perchè ancora non ne vedo traccia).

Si accettano volontari perchè ancora l’argomento sport per me, costituisce ancora un tabù,nonostante i 5 o 6 mesi trascorsi a sudare (e giuro sulla mia gatta Maya sono costante e assidua frequentatrice, non ho mai mollato!)

Il resto della vita, trascorre sempre in maniera robotica, sempre di corsa e sempre piena di mille impegni (dentista, spesa, riunioni della scuola e chi più ne ha più ne metta)

Io cerco di salvaguardarmi (alla fine credo anche di essere specie protetta come orso!) e quindi mi prendo i miei spazi che consistono nel bighellonare nel web, leggere, scrivere e meditare (questo ancora non mi riesce data la confusione in testa)

Che altro dire? La primavera è arrivata, puntuale come ogni anno, perchè anche se non ci sono più le stagioni di una volta, loro tornano lo stesso prima o poi…densa di profumi, colori e raggi di sole.

Spero che sia momento di rinascita, non solo per il mio limone che non fiorisce ma anche per me.