Stavo meditando gente se cambiare nome al mio blog che non rende dovuto onore al titolo e tema di cui parlo pochissimo. Non saprei e si accettano consigli.
Onorando comunque il caso posso rendervi partecipe della mia settimana di vacanza trascorsa a Cesenatico, con i ragazzi dell’oratorio.
E’ stata una settimana fantastica, fatta di cose semplici, come mare sole e giochi di una volta che sono sempre più convinta che dovrebbero tornare, come bandierina, corse in acqua, gioco della sedia, indovinelli e cose così..
Sembrava magico vedere questi ragazzoni anche quindicenni divertirsi con questi giochi e dimenticarsi del loro migliore amico: il cellullare, perché tanto non potevano avercelo fino a sera …
Sono assolutamente certa che si stava meglio una volta quado ci si doveva annoiare anche sotto l’ombrellone o si era costretti a fare amicizia con il vicino di sdraio.
Ci diciamo sempre le solite cose, ma alla fine quando ti tocca in prima persona, ti ricordi di quanto ci hanno rovinati e quanto sarà sempre peggio, ed è molto, molto triste.
Detto ciò la settimana è passata ed io me ne sono tornata a casa con i miei problemi, oltre all’odioso caldo che prima non c’era e ora c’é, pronto ad attanagliarti nella sua morsa soffocante (ma anche per questo non abbiamo purtroppo voce in capitolo).
I miei problemi soliti giusto per ricordarvelo, sono:
il mio adolescente problematico fuori dal gruppo
il mio lavoro sempre più alienante
e tante decisioni, sempre le solite ancora da prendere.
Mi è venuto in mente però il suggerimento di una mia amica di blog che in tempo di bilanci (io ho anticipato quest’anno, ma di solito per me è SETTEMBRE, senza ombra di dubbio il mese prescelto) suggerisce di porsi e focalizzare gli obiettivi futuri racchiudendoli in tre parole.
Tre parole che ci siano di sfida, auto motivazionali e utili da rileggere nelle fasi critiche per ricordarci cosa ci eravamo ripromessi.
Io scelgo le seguenti:
esprimermi – in tutte le forme che mi si addicono e non nascondermi più quindi significa per me espormi in maniera più concreta
essere più decisa – non tentennare e nel mio caso significa anche non perdermi e cercare di essere meno multitasking e più concreta, concentrandomi magari su una cosa per volta (chiassami che mi venga meglio…la speranza è sempre l’ultima a morire!)
leggerezza – pensare meno ed agire di più. Mi rendo conto a volte di essere davvero pesante, soprattutto nella mia testa e credo di aver bisogno di distrarmi molto di più.
E mi fermo qui, perché oltre a poterne scegliere solo tre, gli altri sono sempre gli stessi che mi dimentico a metà strada e che mi ripropongo immancabilmente ogni anno e quindi sono stufa di sentirmeli riecheggiare dentro.
Che ne dite, potrebbe essere un buon inizio?
E i vostri? Sono curiosa …